I club che si sono arricchiti e quelli che ci hanno rimesso col calciomercato estivo

Siamo andati a vedere i dati elaborati dal sito specializzato Transfermarkt sui mercati dei principali tornei europei (Serie A, Liga, Premier, Ligue 1, Bundesliga) per cercare di dare una contestualizzazione europea ai valori espressi dalla A

I club che si sono arricchiti e quelli che ci hanno rimesso col calciomercato estivo
 (AFP)
 Mourinho, Manchester City, Barcellona, Alisson (AFP)

‚ÄčLa Serie A di nuovo al centro del mondo calcistico grazie all’arrivo di Cristiano Ronaldo è stato un grande leitmotiv in una estate al contempo molto complicata (per usare un eufemismo) per il nostro calcio. Controversie giudiziarie tuttora aperte, fallimenti, Serie B a 19 squadre, il naufragio del progetto delle seconde squadre e il mancato passaggio al professionismo del calcio femminile hanno segnato il movimento calcistico nell’estate iniziata senza Mondiale, altro doloroso post-it che ci ha costantemente ricordato quanto soffra il sistema calcio italiano.

Tutto ciò proprio mentre i francesi da noi battuti 12 anni fa a Berlino sollevavano sotto il diluvio di Mosca la loro seconda Coppa del Mondo. L’arrivo di Ronaldo mediaticamente ha messo molta polvere sotto il tappeto, ma i problemi strutturali rimangono. Ma è pur vero che molti media hanno sostenuto che il nostro torneo è tornato a fare la voce grossa in Europa. Siamo andati a vedere i dati elaborati dal sito specializzato Transfermarkt sui mercati dei principali tornei europei (Serie A, Liga, Premier, Ligue 1, Bundesliga) per cercare di dare una contestualizzazione europea ai valori espressi dalla A, fermo restando che la vera valutazione del mercato saprà offrirla solo il campo.

Il mercato della Serie A

Le venti squadre di Serie A hanno portato a termine 1116 acquisti e 725 cessioni - come vedremo, sono numeri lontanissimi, per eccesso, dagli altri tornei - per un totale di 1131 milioni di euro spesi e 857,8 incassati. Ciò comporta un saldo in negativo di 273 milioni di euro.

Di questi 1131 milioni, 256,9 milioni (il 22% del totale) li ha spesi la Juventus che ha stabilito il record italiano per un acquisto mettendo sotto contratto Cristiano Ronaldo per 117 milioni di euro. La Juve è la squadra che ha speso di più ed è quella con il saldo più negativo: -157,4 milioni tra entrate e uscite. In Italia le concorrenti sono a debita distanza. Il Milan per esempio si ferma a -38,8 quando lo scorso anno aveva una deficit entrate-uscite di 159 milioni, due milioni in più della Juve di CR7. In rosso leggero anche la Lazio, -3,5 milioni. In attivo tre big come Inter, Roma e Napoli: i nerazzurri hanno conciliato colpi sul mercato con un occhio al bilancio, anche grazie alla cessione di molti giovani.

La Roma ha speso tanto ma ha incassato di più grazie alle redditizie partenze di Nainggolan, Strootman ma soprattutto Alisson. Il Napoli ha un saldo attivo di 20 milioni, reso possibile da acquisti non particolarmente numerosi e onerosi e anche dai 57 milioni incassati dal Chelsea per Jorginho.

Il mercato estivo 2018 è segnato dai grandi investimenti della Juventus. Ronaldo, ma non solo. L’attuale mercato è quello che fa segnare il saldo più negativo da quello 2011-12, ovvero il mercato che disegnò la squadra del primo scudetto di Antonio Conte. Non è la prima volta che la Juventus di Andrea Agnelli e Giuseppe Marotta stacca assegni importanti, basti pensare ai 90 milioni abbondanti spesi per Gonzalo Higuain nel 2016. Ma in quell’anno l’acquisto del Pipita fu di fatto ripagato dalla cessione di Pogba, tanto che a fine mercato la Juve ebbe un saldo leggermente positivo, come si vede dal grafico.

Quest’anno invece la Juve ha incassato un po’ più della media di quello che aveva incassato nell’arco 2010-2017 (34 milioni in più) ma ha soprattutto speso 161 milioni in più della media 2010-2017, creando come detto il saldo negativo più ampio della storia della gestione Agnelli-Marotta. I 99 milioni incassati dalle cessioni hanno più o meno ripagato Ronaldo, ma contestualmente la Juventus ha operato due importanti acquisizioni da 40 milioni ciascuna quali l’arrivo di Joao Cancelo e il riscatto di Douglas Costa.

Quali club hanno investito di più sul mercato?

L’allenatore del Manchester United José Mourinho, futuro avversario della Juventus in Champions League, interrogato dai giornalisti sui suoi euro-rivali ha detto che solo il Liverpool ha speso più della Juventus in questa finestra di mercato. A guardare le cifre degli assegni usciti dalle casse dei club non è così: i bianconeri hanno speso più del Liverpool. Ma probabilmente Mourinho - che non cita mai numeri a caso - si riferiva a quanto i vari club hanno deciso di investire sul mercato: il Liverpool è la squadra che sul mercato ha investito di più poiché ha il saldo entrate-uscite più in rosso d’Europa e che si attesta a -165 milioni. La Juventus è seconda, poiché ai 257 milioni spesi ha fatto seguire come detto circa 100 milioni di incassi, per un saldo negativo di “solo” 157 milioni, 8 in meno dei Reds di Jurgen Klopp. Per questo in questa sezione inizieremo l’analisi seguendo l’imbeccata di Mourinho valutando maggiormente il dato sul saldo entrate-uscite più che quello delle sole uscite.

Nella classifica del saldo negativo la Juventus sta davanti a club notoriamente spendaccioni. Solo quinto il Chelsea e solo sesto il PSG, mentre a sorpresa sul podio c’è il Fulham che ha un saldo in rosso di oltre 100 milioni di euro, seguito al quarto posto dal West Ham, che peraltro sta attraversando un momento molto complicato sul versante sportivo. La squadra spagnola che ha investito di più è l’Atletico Madrid (-78,50 milioni, settimo) mentre la top dieci è chiusa da due club inglesi, Everton e Arsenal, e uno spagnolo, il Valencia.

Nella top dieci delle squadre con il saldo negativo tra entrate e uscite quindi una sola squadra è di Serie A, mentre 6 squadre militano in Premier, 2 sono spagnole e 1 è francese. Se escludiamo le squadre di Premier che puntano a risalire la classifica, le altre sono tutte squadre con ambizioni Champions; squadre che - chi più chi meno - hanno sbattuto nelle ultime edizioni della Champions contro le corazzate spagnole Real-Barca e che pertanto sono state spinte a importanti investimenti per completare l’assalto alla Coppa dalle Grandi Orecchie. Juventus e Atletico hanno perso due finali a testa tra 2014 e 2017, il Liverpool è lo sconfitto in carica: le grandi spese non finanziate a loro volta da cessioni sono guidate probabilmente dalla caccia a quel trofeo sfuggito sul più bello.

Se ribaltiamo la classifica e andiamo a vedere chi è uscito dal mercato 2018 con il saldo più positivo tra entrate e uscite troviamo il Monaco che grazie a cessioni d’oro ha finanziato in toto il proprio mercato e guadagnato 189 ulteriori milioni. Secondo posto per una big europea come il Bayern Monaco, che fa segnare +78,50 milioni, mostrando una filosofia opposta rispetto a Liverpool, Juve e Atletico per cercare di risalire sul tetto d’Europa.

Tornei a confronto

Allargando lo sguardo agli interi tornei, la Premier League ha incrementato fortemente il saldo negativo tra entrate e uscite; un saldo negativo che quest’anno è salito a oltre un miliardo di euro.

I club di Premier hanno speso leggermente meno in termini assoluti rispetto all’ultimo anno, ma hanno anche incassato molto meno rispetto a dodici mesi fa. Nell’ultimo mercato infatti i club inglesi hanno avuto entrate per circa 400 milioni contro gli 871 del mercato estivo 2017. Per cui attenzione ad affermare che la Premier spende meno: spende meno in assoluto, ma ha aumentato nettamente gli investimenti per cercare di insidiare i club spagnoli che da molti anni monopolizzano gli albi d’oro dei principali tornei del Vecchio Continente. Inoltre, in Inghilterra la concorrenza e l’alternanza dei vincitori è maggiore rispetto agli altri tornei e questo contribuisce probabilmente ad aumentare la competitività fra i vari club e la spinta a investire pesantemente sul mercato.  

Quando i media dicono che la A è tornata grande rispetto agli altri campionati si riferiscono spesso alla sola voce delle spese, ma il dato non dice fino in fondo il valore degli investimenti poiché grandi spese possono essere controbilanciate da grandi introiti: è un po’ la strategia della Roma che ha speso molto ma anche incassato molto, finendo in attivo. Inoltre, la Serie A che insegue la Premier in fatto di spese totali non è una novità, bensì un trend ormai quadriennale. Il grafico sopra mostra che la A è stabilmente la seconda Lega in quanto a spese. Da segnalare che la Serie A ha superato per la prima volta nella storia la barriera del miliardo di euro alla voce “uscite” in un mercato estivo.

Ma riprendendo Mourinho e tornando alla differenza tra entrate e uscite notiamo che non solo la Premier ha un saldo negativo maggiore della Serie A, ma lo ha pure la Liga spagnola. Rispetto al mercato 2017, la A ha un saldo più negativo di 140 milioni, ma la Liga lo ha di 237 e la Premier di poco meno di 280. Francia e Germania invece fanno segnare due segni “più” mostrando strategie di mercato opposte.

Numero di movimenti di mercato e valore delle rose

Il mercato italiano mostra un dato estremamente anomalo rispetto agli altri quattro. Se guardiamo alla voce “numero di operazioni”, la Serie A conta tantissime transazioni generando un dato totalmente fuori scala rispetto agli altri campionati.

Per poter paragonare la A anche con la Bundesliga, abbiamo anche qui “normalizzato” il numero di movimenti per il numero di squadre. Mediamente, una squadra di A nella finestra 2018-19 ha acquistato 56 giocatori e ne ha ceduti più di 36. Negli altri 4 campionati il valore più alto è fatto registrare dalla Liga dove vengono mossi circa 17-18 giocatori sia in entrata che in uscita. Per cui è vero che la A spende storicamente tanto ma lo fa anche per un numero decisamente più alto di calciatori. Un atteggiamento legato a doppio filo al fenomeno delle plusvalenze? Come abbiamo avuto modo di spiegare, le plusvalenze fanno sì che le transazioni di mercato legate a scambi monetari “virtuali” finiscano per far andare a bilancio soldi che non necessariamente passano fisicamente dalle casse di un club. L’unico effetto concreto di quegli affari è spesso soltanto il cambio di maglia di un paio di giocatori nei casi più eclatanti, ma nelle serie minori e nelle giovanili a volte l’andirivieni di calciatori fra due club è ben più caotico e numeroso.

Infine, siamo andati a vedere come è cambiato il valore delle rose dei campionati dopo averlo valutato a ridosso dei Mondiali, cioè all’inizio della finestra di mercato estiva. Tra operazioni di calciomercato e fluttuazioni di valore dei calciatori, la Premier ha portato il valore di mercato delle sue 20 rose a oltre 8 miliardi di euro (+770 milioni rispetto a giugno 2018). La A è cresciuta, più della Liga che rimane seconda nella classifica assoluta ma meno della Premier (600 milioni in più rispetto a prima di Russia 2018). In calo la Ligue 1 e in aumento più moderato la Bundesliga, che però - è bene ricordarlo - ha due rose in meno rispetto alla A poiché è un torneo composto da 18 squadre.

Infatti, se dividiamo il totale del valore delle rose per il numero di squadre la Serie A rimane al terzo posto ma la Bundesliga è vicinissima. Una squadra di Premier vale mediamente 400 milioni di euro, una di Liga 254, mentre la A è terza a 220 milioni, insidiata dalla Bundesliga a 210. Più staccata la lega francese.



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