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Lascia regate e Formula 1 e tornare a fare il medico a Pesaro

Lascia regate e Formula 1 e tornare a fare il medico a Pesaro

A metà della scorso anno la 33enne Elisa Fustini aveva deciso di cambiare vita e orizzonti, ma la drammatica emergenza coronavirus è stata un richiamo più forte. Ora è di nuovo nel 'suo' reparto di chirurgia d'urgenza 

Coronavirus covid-19 Pesaro  Regate vela  formula 1 

©  Dal profilo Facebook -

A metà della scorso anno aveva deciso di cambiare vita e orizzonti, a metà ottobre salutava con una festa tutti i colleghi della medicina d’urgenza del ‘San Salvatore’ di Pesaro, il reparto che stava dirigendo, poi un volo verso Lanzarote, insieme al suo compagno, con pochi effetti personali in valigia: le Canarie, le isole di Capo Verde, fino alla Martinica, 14 giorni di traversata atlantica in barca a vela.

Poi l’arrivo a Melbourne, in Australia, dove era entrata – come medico – nelle unità di soccorso della Formula 1.

In poco meno di sei mesi, la vita di Elisa Fustini, 44 anni, bolognese di nascita e residente a Rimini, una laurea in medicina a 25 anni con 110 e lode, è cambiata più volte, ricorrendo quella che lei stessa definisce “una vera e propria sfida tra lavoro e tempo, sorpassi, guasti al motore, squalifiche e riprese di gara”, finché si è accorta “che l’uno non escludeva l’altro, che il mio favoloso lavoro, con tutte le mie competenze, ha tante sfaccettature e può essere svolto ovunque e che avrei allo stesso tempo potuto essere più libera”.

‘Change the way you view things, and things will change’, cambia il tuo modo di vedere le cose e le cose cambieranno: la frase dello psicologo americano Wayne Walter Dyer campeggia in una delle pagine di quello che era diventato il blog-diario (https://duecuorieunacerta.com) della nuova vita di Elisa Fustini, non più aggiornato da febbraio.

È la spinta a “sperimentare un altro stile di vita”, sempre nella consapevolezza che il suo lavoro di medico “è il più bello del mondo”.

Sei mesi fa, la sua voglia era “ridurre i giri di un motore su di giri, che ci distoglie la vita”.

Eppure, da due settimane si trova di nuovo a Pesaro, nel suo ospedale, nel suo reparto, con i suoi colleghi di sempre.

“Con tutti loro ho sempre avuto un rapporto straordinario - dice al telefono -: abbiamo continuato a sentirci anche quando ero lontana”. Sono stati loro a chiederle di tornare, ma non hanno fatto alcuna fatica: “Era scontato per me, normale. Me lo sentivo, mi piace il mio lavoro”.

Ma i giri del motore sono di nuovo alti, molto più alti di sei mesi fa.

Elisa Fustini è tornata a un lavoro che conosce alla perfezione: “Sono entrata in servizio immediatamente, senza necessità di un periodo di introduzione”.

Di nuovo in prima linea, di nuovo alla medicina di urgenza del ‘San Salvatore’, il presidio di Marche Nord completamente dedicato ai pazienti ‘Covid-19’. “L’impatto con il reparto è stato importante – racconta -: i colleghi mi raccontavano quello che stava succedendo. Poi ho visto con i miei occhi”.

In meno di due mesi, è stato “smantellato” e oggi lavora sulle “maggiori intensità”: sono oltre 120 i pazienti ricoverati nelle aree di semi-intensiva (e 40 nella rianimazione, ndr.). “Ma il nostro problema non è il loro numero – osserva Fustini -: sono tutti critici”.

“Il contagio ha rallentato la corsa? Il lieve miglioramento ha un peso solo sull’umore – avverte con grande concretezza -: basterebbe guardare ai malati che abbiano in reparto per capire che questa situazione non dà alcuna percezione di sollievo”.

“Abbiamo troppa fretta di concludere tutto, velocemente – conclude – e tutte le risposte che oggi anticipano i tempi mi sembrano pareri personali, visto che di questo virus non sapevano nulla e dobbiamo ancora conoscere molto”.