Dal pino nero al tasso, ecco la guida alle piante anti-inquinamento

Dal pino nero al tasso, ecco la guida alle piante anti-inquinamento

I ricercaatori dell'Università di Surrey, in Inghilterra, hanno analizzato i tratti biofisici di 61 famiglie di vegetali, dalla conformazione delle foglie alla tolleranza alla siccità, per scoprire le caratteristiche utili a ripulire l'aria

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© AFP - Infiorescenze di pino nero

Pino nero, tasso e quercia di Turne. Queste sono le piante che più di tutte possono contrastare l'inquinamento atmosferico. Almeno secondo gli esperti del gli esperti Global Center for Clean Air Research dell'Università di Surrey, in Inghilterra, che hanno realizzato una delle specie arboree e delle caratteristiche che possono aiutare contro l'inquinamento. Il documento è stato pubblicato su NPJ Climate and Atmospher Science.

Le specie più efficaci in questo senso sarebbero il pino nero, il tasso e la quercia di Turner. "Per le 61 diverse famiglie analizzate abbiamo identificato 12 tratti che influiscono sulla capacità di contrastare l'inquinamento atmosferico provocato dal traffico stradale, come le dimensioni, la durata e la densità del fogliame", spiega Prashant Kumar, direttore e fondatore del Global Center for Clean Air Research.

"Esistono prove del fatto che le coltivazioni ingenti possano diluire la concentrazione di gas serra e formare una barriera fisica tra l'uomo e le aree ad alto inquinamento. Alcuni tratti biofisici, come la conformazione delle foglie, possono anche intrappolare le micro particelle dannose presenti nell'aria", prosegue il ricercatore, sperando che il loro studio possa coadiuvare urbanisti e architetti del paesaggio nelle decisioni sulle piantagioni e sulle vegetazioni da implementare nelle aree edificate con livelli di inquinamento più elevati.

"L'umanità sta lentamente prendendo consapevolezza dell'importanza di salvaguardare la salute del nostro pianeta, considerando sempre più spesso le conseguenze che l'inquinamento atmosferico potrebbe provocare sulle nostre vite. La nostra speranza è che questa guida possa essere utile a tutti coloro che desiderano percorrere questa soluzione per combattere l'inquinamento", dichiara ancora Kumar. Il suo team ha revisionato diversi articoli accademici per identificare i benefici che le diverse specie possono provocare in base alle caratteristiche biofisiche di ogni vegetale.

"Abbiamo analizzato tratti come conformazione delle foglie, tolleranza alla siccità o al sale, emissione di polline o di composti organici volatili biogenici (BVOC)", spiega il ricercatore, aggiungendo che alcune specie come la Betulla, si distinguono per la loro capacità di prosperare in luoghi aperti, luminosi e ventosi, mentre altre, come il faggio europeo, tendono ad essere resistenti all'ombra e prosperano in terreni umidi e ricchi di nutrienti.

"Le emissioni di polline o BVOC potrebbero essere dannose per la qualità dell'aria, quindi le specie che presentano queste caratteristiche sono meno indicate per i luoghi già compromessi da elevati livelli di inquinamento atmosferico. Il pino nero, la quercia di Turner e il tasso presentano invece caratteristiche adatte all'ambiente urbano e saturo di gas serra. La coltivazione strategica di specie arboree potrebbe apportare grandi benefici, come dimostrano anche diversi studi precedenti, secondo i quali l’efficacia delle zone verdi dipende dall'ambiente in cui vengono stabilite", conclude Kumar.