(AGI) - L'Aquila, 6 apr. - E' datata 14 dicembre 2008 la primascossa di lieve entita' (magnitudo 1.8) che diede inizio allasequenza sismica culminata alle 3.32 del 6 aprile 2009 chedevasto' L'Aquila e il circondario provocando morti edistruzione. Dal 16 gennaio 2009 la sequenza sismica siprotrasse lentamente ma senza soluzione di continuita'. Scosseche non superavano la magnitudo 3 ma che, tuttavia, tenevanocol fiato sospeso gli aquilani. Inizialmente, oltre alla zonadell'aquilano, fu interessata come epicentro dell'attivita'anche Sulmona con due scosse abbastanza violente: il 17 e 29marzo 2009, rispettivamente di magnitudo 3.7 e 3.9. Poi, il 6 aprile, il botto micidiale: la terra fu percorsada una scossa di magnitudo momento (Mw) pari a 6.3 (5.8, 5.9sulla scala della magnitudo locale). Alla fine si conteranno309 vittime, piu' di 1.500 feriti, quasi 80.000 sfollati.Questi ultimi, a distanza di sei anni, circa 13.000 personesono ancora alloggiate nelle abitazioni dei Progetti Case e Map(moduli abitativi provvisori), strutture che fece edificarel'allora governo Berlusconi. Sono invece 6.000 gli studentisistemati nei Musp (moduli a uso scolastico provvisorio). La notte a cavallo fra il 5 e il 6 aprile del 2009 lamacchina dei soccorsi scatto' immediatamente: i primi aintervenire furono i Vigili del fuoco con le associazioni diProtezione civile, gli alpini in servizio e in congedo,praticamente la totalita' dei militari di stanza nelle duecaserme cittadine, tutte le forze di polizia, a cui poi siaggiunsero numerosi volontari provenienti da tutta Italia. Casecollassate, gran parte del patrimonio culturale e artisticoseriamente compromesso. Otto universitari perirono nel crollodella Casa dello studente, lungo via XX Settembre,rappresentando l'episodio simbolo della tragedia aquilana. Inizialmente gli strumenti utilizzati per estrarre icorpi dalle macerie furono le mani. Bisognava muoversi concautela perche' c'era il pericolo di crolli ulteriori.Centinaia e centinaia di feriti furono sistemati, e curati, nelpiazzale dell'ospedale 'San Salvatore', reso anch'essoinagibile per via del sisma. Medici e infermieri si prodigaronoper giorni senza sosta. Poi arrivarono gli ospedali da campo. E venne il giorno dei funerali solenni: 309 bare sistematenella piazza d'armi della Scuola allievi ispettori esovrintendenti della Guardia di Finanza. E intanto a sei annidal sisma gran parte del centro storico, con i suoi palazzigentilizi e le sue antiche e pregiate chiese, museo nazionalecompreso, e' ancora in attesa di rinascere. "Memoria, verita' egiustizia". Questo recitava lo striscione che i familiari dellevittime del terremoto hanno portato in testa al corteo dellascorsa notte di commemorazione dei 309 morti. Una fiaccolata per le strade dell'Aquila che, oltre alricordo, ha assunto anche il senso di protesta per il verdettodi assoluzione del 10 novembre scorso da parte della Corted'Appello del capoluogo per sei dei sette componenti dellacommissione Grandi rischi, tutti condannati in primo grado, il22 ottobre 2012, dal giudice Marco Billi a sei anni di carcereper omicidio colposo e lesioni colpose a sei anni di reclusioneper concorso in omicidio colposo. Nella riunione del 31 marzo2009, cinque giorni prima della tragedia, l'organo consultivodella presidenza del Consiglio aveva escluso il rischio diforti scosse di terremoto, rassicurando i cittadini aquilani.L'avvocato generale Romolo Como ha depositato il ricorso controla sentenza di assoluzione e ora si attende che venga fissatal'udienza in Cassazione. E intanto resta ancora impressa nella mente degli aquilani,e non solo, la figura dell'imprenditore Francesco Maria De VitoPiscitelli, diventato un nome noto a causa dell'intercettazionein cui rideva alla notizia del terremoto che aveva appenadevastato la citta'. Rideva al telefono, parlando degli"affari" che si sarebbero potuti fare in Abruzzo con laricostruzione. E proprio sulla ricostruzione sono decine edecine i procedimenti e i processi relativi ad infiltrazionemalavitose. A sei anni di distanza la citta' e il suo "cratere" (56Comuni che hanno subito danni dal terremoto) fanno i conti connuovi e inquietanti scenari. Presunte mazzette per ottenereappalti nella ricostruzione pubblica e privata e accordi traalcuni imprenditori aquilani con la criminalita' organizzata distampo camorristico e 'ndranghetista. Si e' passati dalleinchieste sui crolli ai "furbetti" del terremoto (coloro cheriuscivano ad ottenere finanziamenti pubblici per restauriiniziati ma mai conclusi), alle presunte tangenti peraccaparrarsi appalti, agli intrecci con la politica locale adaccordi con la criminalita' organizzata. Tra le piu' importanti inchieste giudiziarie portate atermine quest'anno dalla Direzione distrettuale antimafiadell'Aquila figura quella denominata 'Dyrti job' sulla famigliaDi Tella vicina al boss Zagaria del clan dei Casalesi cheavrebbe stretto rapporti di lavoro con gli imprenditoriaquilani Dino e Marino Serpetti ed Elio Gizzi. Altra attivita'investigativa chiusa quella relativa agli appalti delpatrimonio ecclesiastico (operazione Betrayzal). Anche inquesto caso con indagati eccellenti: l'ex vice commissario aibeni culturali Luciano Marchetti e l'ex segretaria AlessandraMancinelli, dirigente del Mibac. Altre forme di sciacallaggio, arrivate nelle aule digiustizia, quelle di diversi alloggi antisismici (Case e Map)realizzati "alla buona" (come e' stato accertato) e peggioancora lasciati a deteriorarsi perche' senza alcunamanutenzione, con l'incubo incolumita'. L'ultimo filone diinchiesta ha portato recentemente la Procura dell'Aquila aiscrivere sul registro degli indagati una quarantina disoggetti che, a vario titolo, si sono occupati della precariarealizzazione di manufatti provvisori. Cio' ha indottol'autorita' giudiziaria e lo stesso Comune a disporre per glisfollati ennesimi traslochi in abitazioni ritenute sicure. Pende poi ancora in sede dibattimentale la vicenda sugliisolatori sismici fallaci per i quali Mauro Dolce, responsabiledel procedimento del Progetto Case, e' stato gia' condannato.La battaglia legale prosegue per Gian Michel Calvi, direttoredei lavori del Progetto Case, e Agostino Marioni, dirigente diuna delle ditte fornitrici degli isolatori sismici, la AlgaSpa. "A L'Aquila - ha commentato il procuratore della Repubblicae della Direzione distrettuale antimafia, Fausto Cardella -c'e' una popolazione sana e laboriosa, ma questo non significache dobbiamo stare a dormire". (AGI).