(AGI) - Milano, 24 ott. - Sette anni di contenzioso, tregiudizi e due passaggi in Cassazione, una 'serrata perindignazione' che ha fatto scalpore nel mondo: e' arrivata oggila parola fine, con l'assoluzione da parte della suprema corte,sul procedimento per evasione fiscale aperto dalla Procura diMilano a carico di Dolce e Gabbana. Ad aprile era arrivata pergli stilisti l'ultima condanna, a un anno e sei mesi inappello. Per lo stesso contenzioso erano gia' stati assolti dalgup nel 2011, ma la decisione era stata annullata dallaCassazione. L'indagine su Domenico Dolce e Stefano Gabbana e sualtri cinque amministratori del colosso della moda, cui vengonocontestati fatti relativi al biennio 2004-2005, e' nata nel2007 da una verifica fiscale. Eccone le tappe principali. - 15 ottobre 2010: la procura di Milano chiude le indaginisu Dolce e Gabbana e cinque amministratori del gruppo, tra cuiil fratello di Domenico Dolce, accusati a vario titolo ditruffa aggravata ai danni dello Stato e di dichiarazioneinfedele dei redditi. Viene contestata una presunta evasione dicirca 1 miliardo di euro (420 milioni a testa per i duestilisti e altri 200 milioni riferibili alla societa').L'ipotesi del pm e' che sia stata creata una societa'lussemburghese, la 'Gado', di fatto gestita dall'Italia maproprietaria dei marchi del gruppo, in modo che i proventiderivanti dallo sfruttamento del brand venissero tassatiall'estero. Un mese dopo il pm di Milano, Laura Pedio, chiedeil rinvio a giudizio. - 1 aprile 2011: il gup di Milano, Simone Luerti, assolve isette imputati "perche' il fatto non sussiste". Secondo il gup,tutti i passaggi che portarono alla creazione della 'Gado'furono compiuti "alla luce del sole". La sentenza sara'impugnata a meta' maggio in Cassazione dal pm. - 23 novembre 2011: la Cassazione annulla ilproscioglimento dei due stilisti e degli altri imputati.L'elusione fiscale, secondo la suprema corte, puo' assumererilevanza penale. - 21 gennaio 2012: gli stilisti vengono condannati a pagare343 milioni di euro di multa al fisco. La condanna sara'confermata un anno dopo dalla commissione tributaria di Milano. - 8 giugno 2012: il nuovo gup di Milano, Giuseppe Gennari,restituisce gli atti alla Procura, che chiamera' i due stilistia processo con citazione diretta senza passare attraversol'udienza preliminare. L'inizio del processo viene fissato peril 3 dicembre. - 29 maggio 2013: condannare Domenico Dolce e Stefano Gabbanain quanto "soggetti che hanno maggiormente beneficiato"dell'operazione che ha portato alla maxi-evasione fiscale. E'la richiesta del pm di Milano, Gaetano Ruta, che riguarda ilsolo reato di omessa dichiarazione dei redditi perche' per ladichiarazione infedele e' intervenuta la prescrizione.L'agenzia delle entrate, parte civile, chiede 10 milioni dieuro per danno all'immagine. - 19 giugno 2013: Dolce e Gabbana vengono condannati a unanno e 8 mesi (pena sospesa) per omessa dichiarazione deiredditi. Assolti dall'accusa di "dichiarazione infedele deiredditi" perche' il fatto non sussiste. - 19 luglio 2013: gli stilisti proclamano una "chiusura perindignazione" di tutti i negozi di Milano per tre giorni. Nododel contendere le parole dell'assessore al commercio dellagiunta Pisapia, Franco D'Alfonso, secondo il quale il Comuneavrebbe dovuto negare a "evasori fiscali" l'uso di spazicomunali, qualora ne avessero fatto richiesta. - 25 marzo 2014: il procuratore generale di Milano Gaetano,Santamaria Amato, chiede l'assoluzione. Gli stilisti, afferma,sono creativi che "pensano in grande"; nella requisitoria, citaanche il caso Fiat: "Posso aspettarmi un intervento suMarchionne e sulla Fiat quando verra' trasferita in Olanda?". -- 30 aprile 2014: per Dolce e Gabbana arriva la condanna a unanno e sei mesi in appello. Sei mesi dopo, l'assoluzione finaledella Cassazione. .