(AGI) - Roma, 22 gen. - Lo sciame che da stanotte inquieta gliumbri ha origine nella 'faglia di Gubbio'. Dal 18 dicembre laterra trema nell'area tra Scheggia e Pietralunga, una zonadell'Appennino umbro-marchigiano che ha un rilascio sismicopressoche' continuo ed e' nota per alcuni terremoti dimagnitudo tra 5 e 6 avvenuti in passato, l'ultimo dei quali afine aprile del 1984 a sud di Gubbio. In quell'occasione ilterremoto principale fu stimato di magnitudo locale (ML) 5,2,mentre la magnitudo momento (Mw) determinata successivamentedu' pari a 5,6. Il terremoto del 1984 non provoco' vittime, maprodusse danni del VII grado Mercalli in numerose localita' inprovincia di Perugia. La citta' di Gubbio ha subito effettisuperiori al VII grado Mercalli in tre occasioni: in due casisi tratta di eventi antichi di cui si sa poco, mentre nel 1751un terremoto ebbe come epicentro la zona di Gualdo Tadino,circa 20 km a sud di Gubbio, com una magnitudo stimata di pocosuperiore a 6. Secondo una delle interpretazioni piu' accreditate, ilterremoto del 1984 e' avvenuto sulla "faglia di Gubbio", unafaglia ben studiata dai geologi che borda sul lato orientale ilbacino di Gubbio, studiata a fondo con analisi di terreno,sismica di esplorazione profonda, dati sismologici e altridati. Si tratta di una faglia estensionale (o "normale"), cheaffiora sul bordo nord-est della valle di Gubbio e si immergesotto alla valle stessa (quindi verso sud-ovest). Il terremoto del 1984 e' avvenuto nel settore meridionaledel bacino di Gubbio ed e' probabilmente legato all'attivita'della faglia di Gubbio. Il settore piu' settentrionale siattivo' nel 2010 (Pietralunga) mostrando un'interessantemigrazione degli epicentri. Gli altri settori sono stati attivipiu' o meno sempre in questi anni, ma con una concentrazionemaggiore verso sud-est (Gubbio) negli ultimi giorni. Si stannoal momento studiando le caratteristiche della sismicita' perdeterminare quale sia la faglia attiva (o le faglie attive).Sembra per il momento che tra la struttura attiva in questigiorni e la faglia del 1984 ci sia un "offset" che non permettedi legare facilmente i due andamenti alla stessa faglia. L'andamento nel tempo della sismicita' mostra dei periodidi maggiore attivita' e altri di relativa calma.Complessivamente per tutta l'area il numero di terremoti neltempo appare sostanzialmente costante. Questo settoredell'Appennino umbro-marchigiano rappresenta un laboratorionaturale per lo studio della sismicita'. Diversi progettifinanziati negli ultimi anni dal ministero della Ricerca, daldipartimento della Protezione civile e dall'Ue e coordinatidall'INGV hanno fatto di questa regione una delle aree distudio dei terremoti piu' importante a livello internazionale.(AGI).