(AGI) - Roma, 11 ott. - Il 2 luglio 2012 Maria De Villota avevaappena compiuto il suo primo giro, cosiddetto di installazione,sulla monoposto russa della Morussia, e stava rientrando nellacorsia laterale, dove erano stati allestiti i box, quando lavettura ha improvvisamente accelerato andando a schiantarsicontro il portellone posteriore di un camion della scuderia.Nonostante la velocita' non eccessiva per una vettura diFormula Uno - circa 50-60 chilometri orari - la 32enne pilotamadrilena aveva accusato gravi ferite al capo e al volto. Trasportata all'ospedale traumatologico Addenbrooke diCambridge, la De Villota era stata sottoposta a due interventichirurgici di riduzione delle fratture al cranio e al volto edi ricostruzione, ma aveva perso l'uso dell'occhio destro. Dopoalcuni giorni di coma farmacologico, le condizioni generalidella collaudatrice erano andate migliorando, rendendopossibile il risveglio dal coma artificiale. Non erano emersi fattori che mettessero in relazione lavettura con l'incidente occorso. John Booth, responsabile delteam che aveva rilevato la Virgin Racing del magnate RichardBranson e stava disputando il mondiale di F1 con due monopostoaffidate al pilota tedesco Timo Glock e al francese CharlesPic, aveva spiegato che l'indagine interna avviata dallascuderia subito dopo l'incidente avvenuto sulla pistadell'aerodromo inglese, "escludono l'auto come elementocoinvolto". (AGI)