(AGI) - Roma, 23 giu. - Il Gran Zebru', ovvero la Cima del Re,e' il 'colosso' che oggi e' stato teatro di due graviincidentidi montagna, costati la vita a sei alpinisti. Perscoprire le origini del nome bisogna rifarsi a una leggendamedioevale: un sovrano, Johannes Zebrusius, chiamato "il GranZebru'", feudatario nel XII secolo della Gera d'Adda(territorio realmente esistente, oggi in provincia di Bergamo).Una montagna dal profilo affilato, una piramide con spigolidall'inclinazione ardita, oltre i 45 gradi. Domina due valli dialta quota: la Val Zebru' sul versante valtellinese, quindiLombardia, tributaria della bassa Valfurva in cui confluisce aest di Bormio, e la Valle di Solda (Suldental), quindi AltoAdige, sul versante tirolese, tributaria della Val Venosta. IlGran Zebru' e' stato teatro anche di battaglia durante la Primaguerra mondiale. Konigsspitze in tedesco, raggiunge i 3.857metri ed e' la seconda vetta per altezza dopo l'Ortles dellaregione Trentino-Alto Adige. Il confine tra le due regionipassa esattamente per la cima, facendo quindi di essa la piu'elevata vetta "lombarda" del massiccio, e tra le piu' altedella regione. La leggenda dice che Johannes Zebrusius,chiamato "il Gran Zebru'", si innamoro' (ricambiato) diArmelinda, figlia di un castellano del Lario, il quale pero' siopponeva alla loro relazione. Al fine di fare colpo agli occhidel padre di lei e convincerlo a dargli la figlia in sposa,Johannes prese parte a una crociata in Terrasanta, rimanendoviper quattro anni. Al suo ritorno pero' ebbe una sgraditasorpresa: il padre di Armelinda non solo non aveva cambiatoparere, ma addirittura aveva concesso in sposa la figlia a unnobile milanese. Costernato e depresso Zebrusius decise diabbandonare il suo feudo e l'arte della guerra e recarsi inmontagna, dove avrebbe vissuto da eremita, scegliendo comedimora la val Zebru', dominata dalla montagna. Li' visse insolitudine per trent'anni e un giorno, cercando di dimenticareil passato con la meditazione e la preghiera, e quando senti'che stava giungendo la sua ora si sdraio' su un troncocollegato a un congegno di sua invenzione, che fece precipitaresul suo corpo un grande masso bianco, sul quale egli avevaprecedentemente inciso "Joan(nes) Zebru(sius) a.d. MCCVII".Tale masso e' visibile ancora oggi, al limite inferiore delGhiacciaio della Miniera. La leggenda dice che lo spirito del sovrano, purificato daldolore e da anni di privazioni, sali' sino sulla vetta dellamontagna che divenne il castello degli spiriti meritevoli e delquale l'anima di Zebrusius ne e' il re. La prima scalata risaleal XIX secolo, protagonista la cordata compostadall'alpinista-esploratore inglese Tuckett, dai fratelliBuxton, anch'essi britannici, e dalle guide tirolesi Biener eMichel il privilegio della prima assoluta, il 3 agosto 1864. Ilgruppo segui' la via della cresta est, senza l'uso di ramponi.(AGI).