(AGI) - CdV - Alle Congregazioni Generali in preparazione delrecente Conclave, il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovodi Lione, si presentava regolarmente in bicicletta. E appenaeletto il nuovo Papa, sui profili di Francesco pubblicati daigiornali e' stato ricordato che da arcivescovo di Buenos Airesquando rinunciava all'autobus era per andare in bici. In meritomolti hanno pubblicato la testimonianza di un prete che lo havisto arrivare cosi' alla sua parrocchia per le cresime, e chesi e' sentito poi rassicurare dal cardinale che gli ha indicatouna borsa, che teneva a tracolla, nella quale c'erano benpiegate le vesti e la mitria. Da parte sua, il successore di Bergoglio nella capitaleargentina, Aurelio Mario Poli, ha dichiarato che l'unicocambiamento che portera' nel capitolo "vita austera" ereditatodal predecessore sara' l'inversione tra bicicletta (che sara'il suo mezzo abituale) e autobus (che usera' solo in caso dipioggia). Ma, ricorda l'Osservatore Romano in un brillantearticolo di Paolo Vian, "la Chiesa, negli ultimi decennidell'Ottocento e nei primi del Novecento, si domando' seconsentire ai preti l'uso della bicicletta. Fu un dibattitoacceso e animato. Ai richiami alla gravita' e al decoro dellafigura sacerdotale si opponevano i vantaggi che la cura delleanime poteva trarre dalla velocita' di spostamenti. Nel 1894 ilcardinale Giuseppe Sarto vietava al clero mantovano l'uso dellabicicletta, ma una volta divenuto Papa, Pio X mostro' ben altradisponibilita' al nuovo mezzo di trasporto per il clero. Sara'pero' sotto il pontificato di Benedetto XV che l'usoecclesiastico della bicicletta verra' definitivamentesdoganato". Quando poi sul trono di Pietro giunge il lombardo e"moderno" Achille Ratti, in proprio appassionato alpinista, idibattiti dei decenni precedenti sbiadirono. E cosi' oggi, con l'"ondata Bergoglio", insieme alleinsegne in ferro che gradualmente stanno sostituendo quelled'oro di vescovi, arcivescovi e cardinali, aumentaconsiderevolmente il numero delle bici parcheggiate nei pressidi dicasteri e tribunali della Sede Apostolica. La vicenda raccontata dall'Osservatore Romano e' bendocumentata nel volume "Bicicletta, societa' e Chiesa ai tempidi Pio X", pubblicato a Treviso dall' Editrice San Liberale.Gli autori sono gli stessi del volume Pio X, le Olimpiadi e losport (2012) e i temi appaiono, per quanto diversi, analoghi:la societa' di massa, lo sport come sua espressione, lavalutazione e l'uso cristiano delle nuove prassi e abitudini. Antonella Stelitano delinea un quadro complessivo delciclismo in Italia e a Treviso fra Ottocento e Novecento,mentre Quirino Bortolato presenta sotto il profilo meccanicol'invenzione della bicicletta e le tappe principali della suaevoluzione. Ma e' Alejandro Mario Dieguez, ben noto aglistudiosi di Pio X per gli inventari e le edizioni dei documentidell'archivio particolare del Papa e delle sue carte conservatenell'Archivio Segreto Vaticano, a presentare il dibattitoecclesiale sull'uso della bicicletta da parte del clero. (AGI) .