(AGI) - Palermo, 8 mag. - Tornano i fantasmi e i vecchi incubidella stagione del "Corvo" delle lettere anonime alla Procuradi Palermo. I pm Vittorio Teresi e Dario Scaletta hannoriaperto l'indagine, accusando formalmente il pentito TotuccioContorno, su uno dei 17 omicidi che insanguinarono ilcosiddetto "triangolo della morte", compreso tra i Comunidell'hinterland palermitano, Bagheria Casteldaccia e AltavillaMilicia. Salvatore Contorno, secondo la Procura, nel periododella sua collaborazione, avrebbe ucciso il titolare di unnegozio di bibite, Domenico Russo. Il delitto risale al 9maggio 1989 e ad accusare Contorno e' il cugino RobertoMandala', oggi aspirante pentito. Proprio in quel periodoContorno, assieme al cugino Gaetano Grado, era tornato inSicilia. Le loro tracce furono trovate dalla squadra mobile diPalermo, guidata da Arnaldo La Barbera. I due cugini furonolocalizzati a San Nicola L'Arena, una borgata marinara nonlontana da Palermo. In particolare venne individuata una cabinatelefonica dalla quale Contorno chiamava i vertici delle forzedi polizia. Dopo l'operazione che porto' alla cattura dei due,il 26 maggio di 24 anni fa, si scatenarono le polemiche cheinvestirono anche l'incolpevole Giovanni Falcone, di li' a pocoinvestito dal fuoco di fila degli attacchi politici esoprattutto dalle infamie del Corvo. Da San Nicola Contornoaveva chiamato il superpoliziotto Gianni DeGennaro e l'ufficiodell'alto commissario per la lotta alla mafia, Domenico Sica.Si disse che era stato "mandato" per eliminare i suoi nemici,il pentito. Ma non venne mai formalmente accusato di alcundelitto e l'indagine su Grado e sui suoi accoliti si chiuse conuna sentenza emessa addirittura dalla Corte d'assise diSiracusa, poi confermata a Catania. Su quegli omicidi, cioe',non e' mai stata fatta luce. A 24 anni di distanza si riparteda zero. .