(AGI) - Roma, 14 gen. - Un sacerdote in Parlamento? Unararita', anche cromatica: il nero integrale seduto sui banchidi Montecitorio non lo si vede piu' da quando c'era Lui (noninteso come Nostro Signore). In queste ore si accavallano indiscrezioni e voci dicorridoio riguardo un prossimo sbarco sulla riva laica delTevere di un consacrato, noto per la sua lotta al crimineorganizzato. Troppo presto per sapere se sia vero o meno,nessuna conferma ne' smentita, quel che e' certo e' che laquestione rappresenta un passo molto delicato, con qualcheprecedente storico non irrilevante. I sacerdoti italiani sono cittadini italiani, come e' noto,e in quanto tali laicamente liberi di partecipare all'attivita'politica. Ma la Chiesa non ama che il mandato pastorale siconfonda con quello parlamentare, e quando il caso si presentale conseguenze non mancano. Lo sapeva bene il sacerdote chepiu' di tutti ha segnato la vita politica italiana: Don LuigiSturzo. Sturzo, com'e' risaputo, porto' i cattolici adimpegnarsi attivamente in politica partendo dalla natiaCaltagirone, dove divenne prosindaco nel 1905. Prosindaco e nonsindaco, si badi, proprio per evitare spiacevoli confusioni: il"Non expedit" aveva ancora molti sostenitori. Una linea mantenuta negli anni successivi, nel corso deiquali resto' rigorosamente fuori Montecitorio anche se dentrole questioni dei cattolici. Tra questi individuo' e valorizzo'un giovanotto schivo ma di profonda intelligenza, tale AlcideDe Gasperi. Il sacerdote aveva lo sguardo lungo. Finito il fascismo e con esso il suo esilio a New York,Sturzo divenne si' senatore, ma a vita, su nomina di LuigiEinaudi. Una decisione, quella di Einaudi, che tolse d'impaccioanche la Democrazia Cristiana - alla quale peraltro Sturzo nonaveva mai aderito - dove da una parte si considerava ilfondatore del Ppi un padre nobile, dall'altra un autenticoimpaccio. Non a caso lui e De Gasperi litigarono subito dopo lanomina al laticlavio, in occasione delle comunali di Roma.Profondamente diverso il precedente di Gianni Baget Bozzo. Finepolitologo, vicino in gioventu' alla sinistra democristiana, sisposto' con il tempo su posizioni filosocialiste. Fino adefinirsi d'accordo con Bettino Craxi "al 95 percento" ed ascegliere di schierarsi, abito talare e tutto, con il Psi alleelezioni europee del 1984. Resto' parlamentare europeo per due mandati, ed anchesacerdote. Ma non pote', come dire, svolgere le funzioniinerenti al suo stato. Il Cardinal Siri, arcivescovo di Genova(citta' dove era nato, risiedeva e operava) lo sospese infatti"a divinis", cioe' "dalle cose del cielo". Come dire: haiscelto di operare sulla Terra, lascia stare i santi e occupatidei fanti. La Chiesa, infatti, quando si tratta di certi argomentitransige molto poco, e spesso ci va con la mano pesante quandoil sacerdote vien meno al divieto di svolgere attivita'politica senza aver preventivamente chiesto - ed ottenuto - unaesplicita approvazione. Come nel caso di Baget Bozzo, anche sedopo 10 anni a Strasburgo il sacerdote anticomunista rientro' aGenova e la sospensione venne revocata. Detto per inciso: lesospensioni a divinis si hanno anche per i preti simoniaci, percoloro che picchiano un superiore, per quanti si fanno ordinarenon dal vescovo competente per territorio, per chi induce ilpenitente in confessionale a rendere falsa testimonianza. Che la sospensione arrivi allo stesso modo per chi spinge adire il falso e per chi si butti in politica suggerisce moltepossibili interpretazioni. La cosa comunque non ha spaventatoJean-Betrand Aristide e Fernando Lugo. Lugo, vescovo di San Pedro Apostol, piccola cittadina delParaguay, decide di presentarsi alle elezioni presidenziali delsuo paese nel 2006, e chiede la dimissione dallo statoclericale. Il Vaticano, per mano del Prefetto dellaCongregazione per i vescovi, cardinale Giovanni Battista Re,gli risponde non accettando la richiesta; in compenso losospende, per l'appunto, a divinis. Coronato nell'aprile 2008il suo sogno presidenziale, Lugo ottiene in tre mesi di tempoanche la dimissione dallo stato clericale. Storia simile quella di Aristide, sacerdote salesiano chenegli Anni '80 lottava, nel caos di Haiti, contro la dittaturadella famiglia Duvalier. Scappa l'ultimo rampollo deidittatori, Baby Doc, e lui si ritrova catapultato nella corsaalle presidenziali, con l'immancabile sanzione vaticana.Adesso, dopo essere sopravvissuto ad un paio di deposizioni edessere tornato in sella altrettante volte (anche con l'aiutodegli americani) ha abbandonato l'abito talare con il consensodella Santa Sede e si e' sposato con un avvocato statunitense.I due hanno tre figli e i piedi ben piantati sulla Terra, tra ifanti. Le cose del cielo possono attendere.(AGI)