(AGI) - La Spezia, 25 ott. - Undici vittime e oltre un miliardodi euro di danni materiali. E' il bilancio dell'alluvione cheflagello' lo spezzino il 25 ottobre di un anno fa. Dodici mesifa, fu una frana a far scattare l'allarme. Era primo pomeriggioquando una valanga si abbatte' sull'autostrada A12 travolgendoun Tir, vicino al casello autostradale di Brugnato. In sei oresi rovesceranno sulle Cinque Terre e sulla Val di Vara piu' di500 millimetri di pioggia. Grossi massi si staccarono dallecolline, mentre i torrenti e i fiumi Vara e Magra si gonfiaronofino a esondare. La corrente di fango travolse e trascino'verso valle con se tutto cio' che incontro'. Il bilancio doposolo poche ore fu drammatico: piu' di 200 strade dellaprovincia vennero interrotte. I borghi di Vernazza eMonterosso, consacrati dall'Unesco 'patrimonio mondialedell'umanita'', quasi cancellati e coperti da montagne didetriti. Devastanti gli effetti sulla popolazione. Da un'oraall'altra gli abitanti restano senza luce, telefono, acquapotabile e tutti gli altri servizi essenziali. Ma lepopolazioni reagiscono e i soccorsi si muovono quasicontemporaneamente. Le chiese dei paesi si trasformano inmense. I bambini delle scuole elementari e medie di Monterossosaranno ospitati in una casa di riposo in collina. Centinaiagli sfollati. Cancellate dal fango anche le case di BorghettoVara e Brugnato, in Val di Vara. Agli occhi dei soccorritori,molti dei quali per muoversi via terra avranno presto bisognodi mezzi solo cingolati, si manifesta la vera dimensione dellacatastrofe. Tra le vittime a Monterosso anche un volontariodella protezione civile, Sandro Usai, 37 anni, al quale ilPresidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel novembrescorso ha conferito la medaglia d'oro al valor civile. Pergiorni e giorni le popolazioni restano isolate, con il borgo diVernazza raggiungibile solo via mare. I mezzi nautici che disolito trasportano turisti vengono impiegati per dare aiutoalla grande catena umana che lavora instancabilmente, anche amani nude, per liberare le persone ancora sepolte dai detritidi acqua e fango. Residenti e centinaia di volontari giunti daogni parte d'Italia, 'armati' di pala, liberano poco alla voltastrade coperte da montagne di terra. Ci vorranno mesi pertornare alla normalita'. A fatica le Cinque Terre rialzano laschiena, le scuole riaprono, molti sentieri tornano a esserepraticabili e timidi turisti tornano per le prime vacanze,quelle pasquali. Oggi a Monterosso in un muretto sonoincastonati tanti piccoli mattoni rossi. Su ognuna di questeformelle sono vergate dediche e messaggi lasciati da volontari,donatori, ma soprattutto da coloro che intendono con buonauspicio cancellare il ricordo e le ferite della furiadevastatrice che si e' abbattuta solo 12 mesi fa. .