(AGI) - Ginevra (Svizzera), 22 ott. - "L'Uci non fara' ricorsocontro l'Usada e verranno revocati tutti i titoli vinti daLance Armstrong". L'atteso annuncio e' arrivato nel corso diuna conferenza stampa a Ginevra da parte di Pat McQuaid,presidente della Federazione internazionale di ciclismo. Ilmassimo dirigente dell'Uci ha cosi' confermato la sentenzadell'agenzia antidoping statunitense che ha squalificato a vital'ormai ex corridore texano, privandolo di tutti i risultatiottenuti dal primo agosto 1998 in poi, comprese le settevittorie al Tour de France. I titoli non saranno riassegnati. Circa una decisione sulla revoca dei premi in denaroaccumulati da Armstrong in carriera: "Sara' una delle cose dicui discuteremo nella riunione di venerdi', e' da cambiare lagestione a livello economico dei premi e dell'eventualerestituzione"."E' un giorno importante per il ciclismo - ha esordito McQuaid- che ha attraversato un momento molto difficile e lo staancora attraversando. Come Uci ci siamo dati delle priorita' edelle risposte e il mio messaggio per corridori, sponsor etifosi e' questo: il ciclismo ha un futuro. Il cammino cominciada oggi". Poi la conferma della sentenza Usada: "per LanceArmstrong non c'e' piu' posto nel ciclismo, una cosa del generenon accadra' mai piu'". "L'Uci finora non ha risposto a uncerto tipo di polemiche attorno a questa vicenda - ha aggiuntoMcQuaid - per quanto mi riguarda, ho riconosciuto che nelciclismo esiste una cultura del doping ma sono sicuro chepossiamo cambiarla, come dimostrano le parole di Wiggins eGilbert. Una responsabilita' dell'Uci? Le abbiamo, il nostroruolo e' quello di gestire e amministrare questo sport. Questecose pero' avvenivano dal 1998 al 2005, l'Uci e' sempre statain prima linea nella lotta al doping ma non abbiamo potere dipolizia e controllo. Possiamo solo mandare ai laboratori deicampioni da analizzare, anche se negli ultimi anni lasituazione e' cambiata perche' non ci sono piu' solo icontrolli nelle competizioni ma anche fuori le stesse, che sonodispendiosi. Non avevamo le risorse per farlo ma ora c'e' anchepiu' coinvolgimento da parte di tutti gli attori del ciclismo.E' facile guardare indietro e pensare che si potesse fare dipiu' ma da quando sono presidente dell'Uci, nel 2007, hocertato di fare il massimo per ripulire questo sport ecambiarne la cultura". Casi come quello di Armstrong, secondoMcQuaid, dimostrano come "le forze dell'ordine sianofondamentali nel lavoro congiunto con le Federazioni. Soloquando e' entrata in gioco la polizia federale americana sonostate scoperte cose importanti. Noi non abbiamo quel potere, e'la polizia a intraprendere operazioni e interventi fondamentalinella lotta al doping. Non dimentichiamo poi che tra il 2000 eil 2001 pochi governi avevano leggi contro il doping ma le cosesono cambiate, sono nate norme che vogliono combattere ildoping nello sport". .