(AGI) - Roma, 27 ott. - La convocazione da parte del ministerodegli Esteri cinese dell'ambasciatore Usa, Max Baucus, dopol'incursione della notte di un cacciatorpediniere della Marinaamericane nelle acque territoriali delle isole Spratly, e' solol'ultimo capitolo del 'Grande Gioco' del Mar cinese che da annivede Pechino rivendicare la sovranita' sulle isole del Marecinese meridionale, Paracels e Spratlys e quelle del Marecinese orientale Senkaku in qualita' di acque territoriali a200 miglia dalla costa. In particolare Pechino rivendica lapropria sovranita' sull'80% del Mare cinese meridionale, snodocruciale per le comunicazioni e per il commercio (nella zonacompresa tra Taiwan e lo stretto di Malacca transita il 40% delcommercio mondiale), nonche' di fondamentale interesse dalpunto di vista energetico, con la possibilita' che le acquepossano contenere riserve di petrolio equivalenti a quelledell'Arabia Saudita.MAR CINESE MERIDIONALEDa qui passano la meta' dei carghi commerciali in rotta versol'Europa, il Medioriente e l'Asia orientale. E' un traffico chevale quasi 5000 miliardi di euro ogni anno. Oltre a questo siipotizza di giganteschi giacimenti di gas che giacciono sulfondo di questo tratto di mare. Secondo la Banca Mondiale ilMar cinese meridionale dispone di riserve per almeno 7 miliardidi barili e oltre 900 mila miliardi di metri cubi di gasnaturale. Una situazione che potrebbe assicurare alla Cina l'energia di cui ha bisogno. Ma che fa gola anche a paesi piu'piccoli, come Malaysia e Vietnam. Inoltre questo tratto di marecopre 3,4 milioni di metri quadrati e bagna anche altri paesicome Brunei, Filippine e Taiwan. A questo si aggiunge il timoredegli Stati Uniti che temono che Pechino possa utilizzare dellabasi recentemente costruite per uso militare e questo perpersuadere i riottosi stati confinanti. La tensione e'aumentata quando delle immagini satellitari hanno mostrato iprogetti sulle isole Spratly, un arcipelago di oltre 750isolette, atolli e semplici barriere coralline a pochicentimetri dalla superficie del mare, su cui i cinesi stannoedificando dal nulla, con sabbia raccolta sul fondo, cemento eacciaio. Le isole Paracels, gruppo di atolli tra il Vietnam ele Filippine, sono state occupate da Pechino nel 1974 ma sonotutt'ora oggetto di disputa con Hanoi. Le isole sono moltointeressanti per la pescosita' delle acque.MAR CINESE ORIENTALELe Diaoyu-Senkaku sono formate da tre isole maggiori e danumerosi scogli, per una superficie totale di appena 7chilometri quadrati. Eppure sono al centro di una disputa traCina e Giappone perche' nel loro sottosuolo sono stateindividuate ingenti riserve sottomarine di gas naturale eprobabilmente anche petrolio, che secondo proiezioni di Pechinopotrebbero arrivare a coprire fino al 20% delle riserve delDragone. A cio' si aggiunge un fondale ricchissimo di pesce eun patrimonio faunistico introvabile negli arcipelaghi vicini,caratteristiche. Queste risorse naturali spiegano il perche' diuna cosi' accesa disputa territoriale su degli scogliinabitabili, attualmente amministrati dal governo nipponico. Leorigini della disputa tra Cina e Giappone risalgono a piu' diun secolo fa, quando le isole Diaoyu/Senkaku facevano parte -insieme a Taiwan, da cui distano appena 100 miglia nautiche -dei territori ceduti dalla Cina al Giappone con il Trattato diShimonoseki, in seguito alla sconfitta del 1895 del primoconflitto sino-giapponese. Il gruppo di scogli aveva adottatoil nome di Senkaku appena cinque anni prima quando il Giapponeincorporo' le isole all'amministrazione di Okinawa sostenendodi aver effettuato studi da cui sarebbe emerso che l'arcipelagonon solo era terra nullius, ma non esistevano indizi chefacessero pensare che era sotto il controllo della dinastiacinese dei Qing. Nel 1943 la Dichiarazione del Cairo, secondocui tutti i territori strappati alla Cina dal Giapponeavrebbero dovuto essere restituiti alla Cina , menziono' solol'isola di Formosa (Taiwan) e le Pescadores. Nel 1944 untribunale giapponese sanci' che le isole erano parte integrantedi Taiwan, al tempo sotto l'influenza nipponica, ma l'annosuccessivo con la fine del secondo conflitto mondiale sistabili' che Okinawa e i territori circostanti sarebbero dovutipassare agli Stati Uniti che poi li avrebbe restituiti a Tokyonel 1972. Ad oggi per i giapponesi le isole Senkaku fanno partedel territorio nazionale in virtu' del Trattato di Shimonoseki,mentre per i cinesi il trattato e' nullo come tutti gli altritrattati ineguali firmati nell'800 sotto la minaccia delle armidelle potenze straniere. (AGI)