AGI - “Il cielo ingrigito rendeva livida la luce del giorno e smorzava i colori. I luoghi lì intorno parevano ritratti in una foto in bianco e nero. I nuovi padroni scrivono il futuro della laguna. Col cemento”.
In questa nuova puntata di Giallo AGI, il podcast dell’Agenzia Giornalistica Italia dedicato a quell’immensa e intramontabile galassia letteraria che va dal giallo al noir, dal true crime al thriller, parliamo di "Laguna Limes", ultimo lavoro, uscito proprio in questi giorni per Feltrinelli, di Umberto Matino, autore di culto grazie ad una trilogia cimbra (La valle dell’orco, L’ultima anguana e Tutto è notte nera) che ha venduto più di 50mila copie.
Questa volta l’autore abbandona i boschi dell’alto vicentino (almeno in parte) per approdare in laguna, nel cuore dell’ex Repubblica Serenissima, a Venezia dove due omicidi e suicidio (che puzza subito di messinscena) scuotono la quiete di calli e campielli. A far luce sui fatti saranno due investigatori lontani per origine ma accomunati dalla stessa determinazione.
Un giallo, ma a "tinte sociologiche". Al centro della storia compare un mega-appalto che fa gola a molti, un mistero fatto di favori, tradimenti e avidità ma anche e soprattutto lo spaccato di una regione dove per anni il lavoro (e "i schei", i soldi) sono stati elevati a culto religioso, a somma ragione di vita. In questo Veneto e Nordest caratterizzato da un’anima nera il romanzo sembra quasi un atto d’accusa capace di fare da contraltare a tutta una retorica che parla di efficienza, buongoverno, performance di questa regione.
Ne abbiamo parlato con l'autore.
Buon ascolto!