AGI - Cinquemila metri quadri di bellezza, una passeggiata nella storia dall'800 a ritroso, attraversando l'arte arabo-normanna, poi quelle bizantina, greca, etrusca, egizia fino alla riproduzione delle incisioni di 16.000 anni fa nelle grotte dell'Addaura; e ancora, le "wunderkammer" e le collezioni di gesuiti, benedettini e aristocratici siciliani, e le donazioni borboniche, tra le quali spicca, esposto per la prima volta, il 'carro da Pompei, ritrovato nei depositi: dopo 17 anni il Museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo torna pienamente fruibile, e regala ai visitatori il carro cerimoniale proveniente dalla Casa di Sallustio nella città distrutta dal Vesuvio (I sec. d.C.) e "gemello" di quello ritrovato nel 2021 a Civita Giuliana, il cui rinvenimento e la successiva esposizione ha consentito alle archeologhe del Salinas, un team di sei professioniste, di attribuire ad un carro cerimoniale un corpus di oggetti in bronzo e ferro sino ad allora studiati e mai esposti.
Il 'carro da Pompei' è, spiegano i ricercatori, il frutto di uno "scavo" nei magazzini del Salinas, dove giacevano reperti archeologici provenienti dalle donazioni borboniche di inizio Ottocento recuperati grazie a un lungo lavoro di ricerca incrociata tra documenti d'archivio, diari di scavo, registri del museo e soprattutto attente ricognizioni nei depositi.
La storia del museo Salinas
Il Salinas di Palermo, che ha sede nell'ex convento dei Padri Filippini all'Olivella, è la più antica istituzione museale pubblica della Sicilia (1814), divenuta un 'cantiere' nel 2009. "Una nuova tappa nel percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale che custodiamo - commenta il direttore del Salinas, Giuseppe Parello - un intervento che coniuga il rispetto per l'architettura storica del monumento, in continuo dialogo con il cuore pulsante della città. E con una rinnovata attenzione alla fruizione delle collezioni, rendendole protagoniste di un'esperienza di conoscenza coinvolgente e accessibile. In questa direzione si inserisce anche il nostro progetto di "Design for All" per un museo inclusivo, capace di accogliere ogni visitatore, indipendentemente da età, abilità, competenze linguistiche e capacità di concentrazione. Perché il Salinas sia sempre più un luogo di meraviglia, dialogo, incontro e cultura, aperto a tutti".
Antonino Salinas e il cantiere del museo
Il museo è intitolato ad Antonino Salinas, illuminato archeologo che lo diresse ininterrottamente dal 1873 al 1914 e che fu titolare all'Università di Palermo della prima cattedra di archeologia istituita in Italia. Il "Cantiere del Salinas" prese il via con i fondi europei Por 2000-2006 (quasi 16 milioni di euro) per gli interventi di restauro dell'intero complesso monumentale, il ripristino funzionale e il riordinamento museale. Nel 2016 si ebbe la restituzione del piano terra con le ricche raccolte dei più antichi scavi archeologici in tutta la Sicilia riunite intorno ai due chiostri e alla nuova Agorà, spazio contemporaneo d'ispirazione greca che accoglie seminari e dibattiti culturali.
I lavori dal 2022 al 2026
Nel 2022, con i Fondi Sviluppo e Coesione "Patto per la Sicilia" - Palermo - Patto per il Sud (2.800.000 euro) è stato avviato il riallestimento dei primo e del secondo piano. Tra il 2024 e il 2026 vengono realizzati ulteriori interventi tecnici per l'adeguamento alla normativa antincendio vigente, la revisione degli impianti antintrusione e l'organizzazione dei percorsi di visita (per un totale di circa 270.000 euro, fondi del dipartimento dei Beni culturali della Regione Siciliana). La risistemazione delle opere ha visto impegnato un team di specialisti: sei archeologhe del Salinas con i colleghi dell'Università di Palermo, del Cnr e delle Soprintendenze siciliane con il coordinamento, negli ultimi due anni, del direttore Parello.
Le collezioni del primo piano
Al primo piano del museo vi sono i "gioielli di famiglia", ovvero le collezioni storiche dall'Ottocento in avanti: le donazioni borboniche, con pregevoli statue, vasellame e suppellettili in bronzo dai siti di Pompei e Torre del Greco, ma anche reperti organici, come fichi secchi carbonizzati, granaglie, frammenti di tessuto; l'arte etrusca con monumentali sarcofagi, statue e sfingi della straordinaria Collezione Casuccini; e ancora l'arte egizia e le meraviglie delle "wunderkammer" e del collezionismo di gesuiti, benedettini e aristocratici siciliani confluiti a inizio Ottocento in quello che era il primo museo pubblico della Sicilia; una sezione di oreficeria con raffinatissimi gioielli delle culture fenicio-punica, greca, romana e bizantina; le collezioni numismatiche, quasi tutte inedite, che ricostruiscono la storia della monetazione in Sicilia, dalle origini e fino all'Ottocento, attraverso le varie culture e dominazioni.
Il percorso archeologico del secondo piano
Il racconto dell'archeologia prende il via al secondo piano, con i risultati, sinora mai esposti al pubblico, delle campagne di scavo succedutesi per tutto il Novecento. La narrazione fa luce sulla fase preistorica con la riproduzione dei celeberrimi graffiti dell'Addaura, oggi inaccessibili e databili intorno a 16.000 anni fa, i siti indigeni, la fase fenicio-punica a Marsala e a Solunto e un approfondimento sulla storia medievale di Palermo con una raccolta di ceramiche di fattura arabo-normanna; una sezione è dedicata alla Sicilia occidentale, dall'età tardo-antica al medioevo. Conclude il percorso la spettacolare, aerea, Sala dei Mosaici, con il tetto di cristallo che sfiora l'azzurro del cielo di Palermo e irradia di luce l'intero spazio.
Accessibilità e riapertura gratuita
Infine, come vederlo meglio: postazioni multisensoriali per non vedenti e non udenti, pittogrammi per la lettura semplificata, approfondimenti in app (con Qrcode), una sala immersiva dedicata agli affreschi di Solunto e un'aula didattica, oltre ai servizi museali di bookshop, caffetteria, audioguide. Tutti i piani del Museo Salinas sono accessibili dai visitatori a ridotta mobilità. Per celebrare la riapertura al pubblico, il Museo Salinas sarà visitabile gratuitamente per l'intera giornata del 6 novembre.