AGI - È dedicata alla "Geopolitica dell'incertezza" la 26ª edizione di Donna, Economia & Potere, che si svolgerà domani, venerdì 16 ottobre, e sabato 17 presso le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia a Roma. Ad aprire i lavori, alle 15.30, saranno Lella Golfo e il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin nonché i numerosi messaggi istituzionali inviati alla "Cernobbio delle donne", come è stata definita fin dal suo esordio: da Leone XIV alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dalla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola al Ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara.
Anche quest'anno la Presidente della Fondazione Bellisario Lella Golfo è riuscita a coinvolgere donne e uomini che contribuiscono quotidianamente allo sviluppo del nostro Paese. Tra le presenze di rilievo: Antonella Sberna (Vicepresidente del Parlamento europeo), Elisabetta Belloni (Ambasciatore), Lucia Annunziata (Parlamento europeo), Gelsomina Vigliotti (Vicepresidente BEI), Daniela Fumarola (Cisl), Silvia Maria Rovere (Poste Italiane), Claudia Cattani (BNL BNP Paribas e Findomestic Banca), Marta Dassù (Aspenia), Sandra Gallina (Commissione europea), Rita Lofano (AGI), Marco Minniti (Med-Or Italian Foundation), Giampiero Massolo (Fincantieri NexTech).
I dodici tavoli tematici
Oltre 500 tra esperti, imprenditrici e imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, ambasciatori, manager e giornalisti si confronteranno in 12 tavoli tematici per confrontarsi sui cambiamenti che stanno ridefinendo gli equilibri globali e incidendo direttamente su economia, imprese e società: dal nuovo ordine mondiale alla sicurezza energetica, dalla guerra ibrida all'intelligenza artificiale, dall'Europa alla leadership, fino al lavoro, alla parità, ai giovani, all'università e al Terzo settore.
Golfo: "L'incertezza è anche uno spazio di possibilità"
"Geopolitica dell'incertezza - sottolinea Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario - è l'espressione con cui abbiamo provato a descrivere la profonda metamorfosi di un tempo in cui le certezze su cui abbiamo costruito il nostro vivere comune - la pace, la democrazia liberale, il progresso tecnologico come cammino lineare verso il benessere - vacillano. Non esiste la categoria di una geopolitica al femminile ma esiste un modo e una capacità femminile di leggere la complessità in modo sistemico. Una propensione a costruire ponti invece che scavare trincee. Un'attenzione alle conseguenze di lungo periodo, alle ricadute sociali, alla tenuta delle comunità. In un mondo frammentato e polarizzato, questo sguardo femminile che tiene insieme e fissa l'orizzonte è una necessità. Come ormai da tradizione, affrontiamo i nodi di questo tempo incerto attraverso dodici cantieri da cui nasceranno risposte e proposte. Perché l'incertezza non è soltanto una minaccia: è anche uno spazio di possibilità".
Lavoro, giovani e imprese: i numeri dell'incertezza
L'incertezza, del resto, non riguarda soltanto gli equilibri tra Stati: parte dal lavoro e arriva fino alle imprese. In Italia lavora solo il 55% delle madri, appena il 35,3% nel Mezzogiorno (OCSE), e il divario rischia di crescere con l'intelligenza artificiale: il 29% dei lavori a prevalenza femminile è esposto all'IA generativa, contro il 16% di quelli maschili. Anche la conoscenza racconta la stessa strada in salita: le donne sono il 57,5% dei laureati, ma solo il 29% dei professori ordinari (MUR). L'incertezza tocca anche i più giovani, sempre più a loro agio con la tecnologia: il 41,8% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni si è rivolto all'IA in momenti di tristezza, solitudine o ansia (Save the Children). E la stessa tecnologia è diventata terreno di scontro: l'Italia subisce il 9,6% degli attacchi informatici gravi censiti nel mondo (Clusit), mentre le imprese fanno i conti con filiere sotto pressione, con il 40,7% delle medie imprese che segnala problemi di approvvigionamento (Unioncamere). Un'Europa che, dal 2009, ha chiuso 35 raffinerie (FuelsEurope) si scopre così più fragile anche sul fronte energetico.
La manifestazione è patrocinata dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale.