AGI - La grandezza di Vitruvio, il padre dell'architettura occidentale, e il ricercatore che per primo ne aveva localizzato la Basilica di cui sono stati recentemente scoperti i resti: questo dialogo è andato in scena alla Rocca malatestiana di Fano, con Ettore Bassi nei panni del grande architetto di Augusto affiancato dal professore Paolo Clini. Uno spettacolo inedito che ha registrato il tutto esaurito e per un'ora e mezza ha emozionato il pubblico.
La conferenza-spettacolo 'Io sono Vitruvio – La Basilica Ritrovata', che presto potrebbe essere riproposta su altri palcoscenici, nasce da un’idea di Angelo Bertoglio: il testo è di Giovanni Fabiano e la regia di Massimo Puliani. In questo format originale il linguaggio della scena accompagna e amplifica una vera e propria lezione universitaria, rendendo accessibili a tutti i contenuti della ricerca storica e archeologica. Ricerca che a gennaio proprio a Fano ha portato all'annuncio del ritrovamento dei resti della basilica di Vitruvio, l'unico edificio attribuito con certezza all'architetto che ne parla nel suo 'De Architectura'.
L'Avatar di Vitruvio e il dialogo con la contemporaneità
L'Avatar di Vitruvio interroga il docente al Politecnico delle Marche sulla nostra contemporaneità e sulla evoluzione storica del suo pensiero. Lo spettacolo, ispirato agli studi di Clini, ci racconta uno dei più straordinari personaggi dell'antichità, la sua influenza su giganti come Raffaello, Leonardo da Vinci e Palladio, fino a Gaudì e agli architetti contemporanei per i quali equilibrio, bellezza e solidità rimangono principi irrinunciabili.
"Più delle pietre vale il pensiero di chi le ha costruite", argomenta Vitruvio-Bassi.
"Abbiamo voluto costruire un ponte tra sapere scientifico ed emozione teatrale", ha spiegato Clini, "affinché una scoperta di straordinario valore storico potesse diventare patrimonio condiviso".
"Vitruvio continua a parlare al presente. Il teatro offre la possibilità di restituire voce e umanità a un pensiero che attraversa i secoli e continua a interrogare la società contemporanea", ha affermato Ettore Bassi.
La sfida della divulgazione: dal "Galileo" alla "Luce"
Giovanni Fabiano, autore del testo, ha sottolineato come la sfida fosse "trasformare una grande vicenda archeologica in una narrazione capace di coinvolgere il pubblico mantenendo intatto il rigore della ricerca":
"Il teatro rende magico il rapporto fra realtà e finzione, fra attore e divulgatore, fra Vitruvio maschera greca e il docente che ricorda il personaggio Galileo di Brecht. Quest'ultimo fa chiudere il suo storico spettacolo con la parola "Notte", mentre l'autore del testo attuale, Giovanni Fabiano, fa dire a Vitruvio la parole 'Luce'... così si guarda al futuro con la Basilica di Fano e non al passato".