AGI - È morta nella sua casa di Roma all'età di 75 anni l'attrice e produttrice Zeudi Araya, nata in Eritrea ma affermatasi in Italia come protagonista dei film erotici degli anni '70. Era malata da tempo. Nel 1983 aveva sposato il produttore Franco Cristaldi, morto nove anni dopo per un infarto, ma aveva un nuovo compagno, il regista Massimo Spano da cui ha avuto un figlio, Michelangelo, che ha dato la notizia della sua morte esprimendo "gratitudine a quanti le sono stati vicini con affetto e discrezione". I funerali si svolgeranno nei prossimi giorni in forma privata.
Dalle origini in Eritrea al successo nel cinema italiano
Zeudi Araya, il cui nome in lingua tigrina significa 'corona imperiale', era figlia di un uomo politico e nipote di un ambasciatore etiope a Roma. Un viaggio in Italia la proiettò nel mondo dello spettacolo grazie alla pubblicità televisiva del Caffè Tazza d'Oro nel 1972: fu notata dal regista Luigi Scattini e scritturata per il ruolo principale nel suo film 'La ragazza dalla pelle di luna' a cui seguirono altri film erotici.
Tra i suoi film 'Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure' con Paolo Villaggio, in cui interpretava 'Venerdì', 'Giallo napoletano' con Marcello Mastroianni e 'Tesoromio' con Johnny Dorelli e Renato Pozzetto.
La seconda vita da produttrice e custode del cinema
A inizio anni '90 si era ritirata dalle scene cinematografiche ma, dopo la perdita del marito Cristaldi, si era interessata alla produzione cinematografica di diverse pellicole per il cinema e la televisione. Nel 2018 presentò con Giuseppe Tornatore la versione restaurata in 4K del film 'Divorzio all'italiana', prodotto all'epoca dal primo marito.
Il cordoglio delle istituzioni
"Ci lascia un'attrice che ha rappresentato una stagione del cinema popolare italiano", l'ha ricordata in una nota il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, "Zeudi Araya ha contribuito al successo di opere appartenenti al filone erotico, che rappresentò uno dei fenomeni cinematografici degli anni Settanta. Diva capace di reinventarsi produttrice e custode di una memoria preziosa, ha attraversato decenni di storia del nostro schermo lasciando un segno che va ben oltre la leggenda del 'sex symbol'".