AGI - Si è tenuta al MAXXI la presentazione di "Tyrannis", il nuovo libro di Goffredo Buccini, con un confronto ricco e articolato che ha intrecciato storia recente, geopolitica e crisi delle democrazie liberali. A dialogare con l'autore, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il leader di Azione Carlo Calenda, il giornalista Antonio Di Bella e la politologa Alessia Melcangi.
L'incontro ha offerto l'occasione per riflettere sulle trasformazioni globali degli ultimi decenni e sul senso di instabilità che caratterizza il presente. Buccini ha spiegato come il suo libro nasca da una domanda di fondo: "Come siamo arrivati fin qui?", ripercorrendo il passaggio dall'ottimismo degli anni Novanta - segnati dall'idea di una definitiva affermazione dell'ordine liberale - a un'epoca dominata da incertezza e tensioni.
I punti di svolta della crisi globale
Un punto di svolta simbolico, secondo l'autore, è rappresentato dalle proteste di Seattle del 1999 contro il WTO, seguite dagli attentati dell'11 settembre e dalle guerre che ne sono derivate, fattori che hanno incrinato la fiducia nella globalizzazione e nelle sue promesse. Nel suo intervento, Calenda ha elogiato la capacità narrativa del libro, definendolo "magistralmente scritto" e sottolineandone il valore nel ricostruire un filo storico spesso smarrito. Ha insistito sull'importanza di recuperare una visione complessiva degli eventi dal 1999 a oggi, denunciando la frammentazione della memoria collettiva.
Il ruolo dell'Europa e l'autonomia strategica
Tajani ha invece posto l'accento sul ruolo dell'Europa nello scenario internazionale. "La soluzione è più Europa", ha affermato il ministro degli Esteri, ribadendo la necessità di rafforzare l'integrazione politica, economica e militare dell'Unione. Pur riconoscendo la centralità del rapporto transatlantico, ha sottolineato che l'Europa non può essere "sottomessa agli Stati Uniti" e deve costruire una propria autonomia strategica, anche attraverso un maggiore impegno nella difesa comune all'interno della NATO.
Dell'Ue, Buccini ha criticato alcune scelte, in particolare l'allargamento ai Paesi dell'Est senza un adeguato consolidamento delle istituzioni comuni, indicandolo come una delle cause delle attuali difficoltà decisionali.
Nazionalismi, populismo e sfide del presente
Nel corso del dibattito è emerso anche il tema del ritorno dei nazionalismi e delle "retrotopie", ovvero la nostalgia per un passato idealizzato, concetto che Buccini riprende per spiegare parte del successo dei movimenti populisti. In questo contesto, la figura di Donald Trump è stata indicata come uno dei principali fattori di destabilizzazione dell'ordine occidentale contemporaneo.
La discussione, arricchita dagli interventi di Di Bella e Melcangi, ha quindi offerto uno spaccato delle grandi sfide del presente: dal rapporto tra globalizzazione e democrazia alla competizione tra modelli politici, fino al ruolo dell'Europa in un mondo sempre più multipolare. "Tyrannis" si propone così non solo come una ricostruzione storica, ma come uno strumento per comprendere le radici delle crisi attuali e interrogarsi sul futuro dell'Occidente.