AGI - "Nato a Ionia, no, a Riposto, - dice lui - (che significa ripostiglio, dove si teneva il buon vino) a Catania il 23 marzo del 1945, occhi nocciola, capelli neri, altezza 1,84 cm, professione cantautore e, un segno particolare, una voglia matta di fare successo. E allora, ragazzi, state a sentire, vi presentiamo Franco Battiato".
Si apre così, con un ritaglio di giornale del 1965, di una delle prime interviste al cantautore siciliano, "Franco Battiato, Un'altra vita", la mostra-evento dedicata a uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana contemporanea, a cinque anni dalla sua scomparsa. Coprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra è curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato ed è organizzata da C.O.R, acronimo di "Creare Organizzare Realizzare" di Alessandro Nicosia, in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS.
La mostra: un viaggio immersivo nell'arte di Battiato
Da quando l'esposizione è stata allestita, il 31 gennaio scorso, le code ai botteghini non sono mancate. E c'è tempo ancora fino al 26 aprile per immergersi all'interno di un percorso ricco di foto, dipinti, copertine di album, manifesti storici, fotografie e cimeli rari, "che restituiscono la poliedricità di un artista capace di attraversare oltre cinquant'anni di carriera come innovatore e precursore". È la rappresentazione del Battiato cantautore, ma anche del musicista e del poeta, del filosofo e dell'intellettuale. Il viaggio attraverso ricordi, materiali inediti e documenti rari, infatti, fa della mostra un momento intenso e immersivo "che va oltre la musica e attraversa il tempo, esplorando ogni dimensione della sua ricerca", si legge nel manifesto di presentazione. Si parte dalla Lombardia a metà degli anni '60, quando l'artista, poco più che 20enne, si trasferisce a Milano dalla Sicilia in cerca di fortuna nel mondo dello spettacolo e, nella città meneghina instaura da subito un rapporto di amicizia e stima artistica con Giorgio Gaber, che lo invita a esibirsi all'interno della trasmissione che conduce con Caterina Caselli "Diamoci del Tu". Qui interpreta il suo primo singolo, "La Torre", e abbandona il nome Francesco, sostituendolo con Franco. Seguono poi altri singoli sul solco del romanticismo e, mentre la stampa comincia ad accorgersi di lui, dopo una lunga fase di ricerca abbandona la "canzonetta della musica leggera" per intraprendere un cammino di sperimentazione elettronica e di avanguardia. In questi anni album come "Fetus", "Pollution" e "Sulle corde di Aries" consacrano "Il Maestro" pioniere della sperimentazione musicale in Italia.
Gli anni '80 e la consacrazione al grande pubblico
Ma è negli anni '80 che l'opera di Franco Battiato si consacra al grande pubblico, caratterizzandosi per una presenza sempre più costante di elementi esotici, miti antichi e riferimenti al Mediterraneo e al Medio Oriente. "È L'era del cinghiale bianco", titolo che richiama un'antica leggenda celtica in base alla quale l'animale sacro rappresenta il sapere spirituale. Di "Patriot", nel 1980, e di "La voce del padrone", album che supera un milione di copie vendute, restando in vetta alle classifiche per molto tempo. E poi c'è l'album "Strade dell'Est", un vero e proprio viaggio in territori ancora poco esplorati, che lo porteranno, carico delle suggestioni orientali e arabeggianti accumulate con il tempo, a esibirsi il 4 dicembre del 1992 all'interno del Teatro Nazionale Iracheno nel celebre Concerto di Baghdad, dove canterà in italiano e in arabo i brani migliori del suo repertorio. Ed è all'interno dell'esposizione del Maxxi che fa bella mostra la pergamena di ringraziamento ricevuta in quell'occasione da Yousef Hammadi, ministro iracheno della Cultura e dell'Informazione. Dopo l'amore per l'Oriente, torna definitivamente in Sicilia, periodo in cui scrive i brani più belli, ma con il nuovo millennio arriva un'altra fase: quella del regista, durante la quale realizza in pochi anni tre lungometraggi, documentari e programmi televisivi. Più in generale, "Franco Battiato. Un'altra Vita" è una mostra che attraversa l'intera opera esistenziale di uno dei più influenti cantautori contemporanei, e che ha l'obiettivo di offrire lo spunto per riflettere su come l'uomo abbia bisogno di evolvere continuamente e di nutrirsi della bellezza di sé.