AGI - Il 24 febbraio 2022 la Russia invade l'Ucraina e inizia la guerra. Quattro anni dopo, il conflitto non è ancora finito. Tanti tentativi per giungere alla pace, tutti puntualmente falliti. Nessuno cede, nessuno si passa una mano sulla coscienza davanti a morti, feriti o dispersi. Le vittime civili fra feriti e uccisi, sono oltre 47mila. I minori feriti o uccisi, quasi tremila.
Quattro anni fa, allo scoppio del conflitto, in Europa assistemmo a una grande mobilitazione per garantire i soccorsi al paese attaccato. Si mise in moto la macchina dell'accoglienza, e poi le forme di sostegno per fronteggiare un colosso come la Russia. Nel frullatore dei tentativi, anche un celebre incontro in Alaska fra Trump e Putin, con il presidente Usa che per l'occasione preparò un piano in 20 punti. Ma ad oggi, gli attacchi non si fermano. La fredda attualità della guerra, è ancora sotto i nostri occhi, e la possiamo leggere nel racconto che Andrea Iacomini, portavoce Unicef per l'Italia, ha concretizzato nel libro 'La forza sia con te - Cronaca di una missione in Ucraina', edito da People Store. In un contesto mondiale in cui la guerra sembra essere diventata quasi una banalità inevitabile, l'autore consegna ai lettori l'immagine di un Paese stremato ma ancora vivo, che non si piega e sussulta di umanità, nonostante i bambini abbiano imparato a convivere con le bombe e sognino di dormire invece di dormire per sognare.
Iacomini: "Mi sono sentito al centro della Storia"
"C'è voluto del tempo per metabolizzare questa missione - racconta all'AGI Andrea Iacomini -. Sono stato in tanti paesi del mondo, ho incontrato i bambini dell'Africa, dei campi profughi siriani, ho visto i bambini in Libia colpiti dal terremoto, in tutte le situazioni peggiori del pianeta, ma questa è stata la prima volta in cui mi sono sentito proprio al centro della Storia, in una situazione in cui si avverte il rumore delle sirene, delle bombe, dei fucili. E vedi gli occhi dei bambini provati da tutto quello che hanno vissuto. Sono figlio di una generazione che è cresciuta con i racconti dei nonni e dei papà come il mio, sfollato in Abruzzo con la sua famiglia, mentre i tedeschi razziavano e bombardavano il suo paese. Mai nella vita avrei pensato di ritrovarmi tanti anni dopo a vivere quelle storie da molto vicino. Il progetto nasce quindi dall'esigenza di trovare il modo per rendere reale tutto quello che ho visto da vicino e di raccontare il dolore della popolazione, soprattutto delle bambine e dei bambini".
L'impatto della guerra sull'Ucraina
Un lavoro che ha condotto il portavoce dell'Unicef Italia in contesti difficili, questo dell'Ucraina come è stato? "Sicuramente - afferma - questa è la situazione, che mi ha colpito di più perché la guerra l'ho toccata, l'ho sentita da vicino. Ho visto i suoi effetti sulla psiche dei ragazzini e dei bambini, sulle case distrutte, sulla corrente di cui sono prive 3 milioni di persone, sull'acqua che manca, sui piccoli che non possono andare a scuola".
Il significato del titolo 'La forza sia con te'
Il titolo 'La Forza sia con te', prende spunto dal messaggio di cessato allarme inviato nell'app agli smartphone delle persone nel Paese. "Appena entrati in territorio ucraino infatti - racconta l'autore - abbiamo installato un'applicazione del governo con cui si indica la regione in cui ci si trova. E ogni volta che c'è un rischio, un bombardamento, questa applicazione inizia a suonare, lancia l'allarme. 'La forza sia con te', frase che viene mutuata dalla saga di Star Wars, in realtà è proprio un incitamento al popolo ucraino. Ricordo quando come Unicef, abbiamo regalato degli zainetti ai bambini con dentro non solo quaderni fogli e libri, ma anche uno strumento per fare luce di notte e poter studiare perché non c'è l'elettricità'. 'La forza sia con te' è quindi un grido di reazione che viene dal cuore di questa popolazione vittima di questa di questa guerra da quattro anni".