AGI - Un protettore per gli indemoniati. Dal Cielo c’è speranza anche per loro. Il patrono si chiama san Bartolomeo. È nato a Cana, in Galilea, uno dei dodici apostoli di Gesù al quale nel X secolo è stata dedicata l’omonima basilica all’Isola Tiberina a Roma. Delle sue intercessioni dall’aldilà pare ce ne sia ancora un gran bisogno se in un Compendio di psicopatologia in circolazione nelle aule universitarie si parla di “possessione demoniaca”. A firmarlo tre professori dal curriculum eccellente: Luigi Janiri, medico al Policlinico Gemelli della Capitale; Giovanni Martinotti e Massimo di Giannantonio. Tutti docenti di Psichiatria. Allora il diavolo esiste davvero?
Ai suoi tempi il santo non ha avuto dubbi. Nel Nuovo Testamento Bartolomeo viene citato almeno una volta: da Matteo, Marco e Luca, che lo menziona anche negli “Atti degli Apostoli”. Mentre col suo secondo appellativo Natanaele – che “significa ‘Dio ha dato’”, come aveva spiegato Benedetto XVI nell’udienza generale del 4 ottobre 2006 – Bartolomeo è riportato pure da Giovanni e nei Vangeli sinottici.
I patronati di san Bartolomeo
“È patrono degli indemoniati, degli ammalati di convulsioni, emicrania, paralisi, varici e disturbi psichici. Protegge anche i bimbi dai terrori improvvisi”, spiega nel suo libro ‘Santi d’Italia’ (Rizzoli) Alfredo Cattabiani, scomparso nel 2003, noto tra l’altro per aver sdoganato in Italia il celebre racconto fantasy “Il Signore degli anelli” del filologo inglese John Ronald Reuel Tolkien, pubblicato dalla Rusconi nei turbolenti Anni 70 dopo una prima traduzione della Casa editrice Astrolabio messa in vendita nel 1967, ma solo con le pagine della “Compagnia dell’anello”, senza le altre due parti dell’opera.
I viaggi missionari e la lotta contro i demoni
Giorno di festa del santo è il 24 agosto. “La tradizione – continua l’autore - gli attribuisce lunghi viaggi missionari, dall’Arabia alla Mesopotamia e infine in Armenia”. Ed è proprio in Oriente – prosegue il testo - come “si narra nella ‘Legenda aurea’ di Jacopo da Varagine (frate domenicano e vescovo di Genova del XIII secolo, ndr), che l’apostolo giunse in India per predicare” e spegnere i bollenti spiriti. E qui cominciano i dolori per i satanassi e la riscossa dei posseduti.
Si racconta che un giorno Bartolomeo entrò in un tempio dove nella statua di Astaroth dimorava un demonio. L’arrivo dell’apostolo paralizzò l’azione del demone, che non poteva più dare alcun responso. I malati si trasferirono in un’altra città dove si venerava un demonio di nome Beiret. L’essere malefico rivelò che responsabile di quella paralisi era proprio Bartolomeo, “protetto e servito dagli angeli di Dio”. La caccia al santo continuò fino in Armenia, dove il re Polimio lo chiamò per guarire la figlia lunatica, che Bartolomeo liberò da un altro demonio.
Il martirio e l'arrivo delle reliquie a Roma
Il mattino dopo, Bartolomeo riuscì a far confessare il demone di Astaroth, costringendolo a fuggire. Il sovrano, la sua famiglia e il popolo si convertirono e furono battezzati. Astiage, fratello del re, sobillato dai sacerdoti pagani, condannò il santo a morte: decapitato e scuoiato. Il martirio si compie ad Albanopoli intorno all’anno 68. Le sue reliquie, dopo mille peripezie, arrivarono a Roma per intervento dell’imperatore Ottone III.
San Bartolomeo patrono dei mestieri e dei dermatologi
Da quel giorno il coltello, strumento del martirio, è diventato la minaccia dalla quale il santo protegge. Dunque, Bartolomeo è patrono dei dermatologi e tutore spirituale di mestieri che lavorano con lame e pelli, come conciatori, pellicciai, calzolai e macellai.
L'iconografia: il giudizio universale di Michelangelo
Famosa anche la sua iconografia. Evocativa l’immagine di lui e “accanto – come si dice nel dizionario ‘Santi e patroni’ della De Agostini - un demonio domato”. Però l’immagine forse più suggestiva è a San Pietro. Si pensi alla notissima scena del ‘Giudizio Universale’ nella Cappella Sistina, in cui Michelangelo dipinse san Bartolomeo che regge con la mano sinistra la propria pelle, sulla quale l'artista lasciò il suo autoritratto. Amici per la pelle.