AGI - Il mare toglie, il mare dà. Le acque di Gallipoli hanno custodito per secoli una grande nave oneraria romana di epoca tardo-imperiale con il suo carico di anfore.
La rilevante scoperta archeologica è stata fatta lo scorso giugno, durante un'attività di controllo degli uomini della Guardia di Finanza che avevano notato delle anomalie nel fondale salentino del Mar Ionio. In una seconda fase, di concerto con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, sono stati inviati i membri del secondo Nucleo sommozzatori di Taranto che hanno trovato il reperto archeologico. Fin dalle prime fasi sull'operazione è stato mantenuto il più stretto riserbo per evitarne il saccheggio. Inoltre l'area del ritrovamento, a partire da giugno, è costantemente monitorata dalle forze dell'ordine.
Piani di recupero e sinergia istituzionale
I prossimi passaggi per riportare alla luce il prezioso carico prevedono una sinergia tra Soprintendenza e le Fiamme Gialle, basati su un'attività di ricognizione sistematica e documentazione del relitto grazie alle più moderne metodologie di indagine. Poi verrà pianificato il complesso scavo archeologico subacqueo che permetterà il recupero del carico e la successiva conservazione.
Sblocco dei fondi per l'operazione
Un contributo notevole alla vicenda è stato dato dallo sblocco dei fondi 780.000 euro da parte del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, previsti dalla legge 190/2014. Adesso alla comunità, per beneficiare della scoperta archeologica, non resta che aspettare.