AGI - È il 'Sacro Graal' dell'architettura e dell'archeologia dell'Antica Roma: la Basilica di Vitruvio, di cui sono stati ritrovati i resti a Fano, era uno dei più grandi misteri dell'antichità. Vitruvio, padre teorico dell'architettura occidentale, era originario di Fano.
Nel suo 'De Architectura', l'unico trattato latino del suo genere arrivatoci intatto, ha raccontato che quella Basilica era l'unico edificio di cui aveva curato personalmente la costruzione ("conlocavi curavique") e gli attribuiva grande dignità e bellezza ("summam dignitatem et venustate").
Finora, pero', malgrado secoli di ipotesi e centinaia di disegni che lo 'ricostruivano', nessuno era riuscito a individuare con precisione i resti del sobrio e maestoso edificio pubblico, destinato all'amministrazione della giustizia e agli affari nel I secolo dC augusteo. Fu ipotizzato dapprima che fossero parte delle rovine sotto il convento di Sant'Agostino e nel 2023 si pensò di averli trovati nei cinque ambienti con eleganti pavimentazioni rinvenuti sotto una casa durante una ristrutturazione. Mancava sempre, però, quel colonnato di un 'ordine gigante' che avrebbe coperto i due piani della basilica, elevandosi da terra fino a sorreggere le capriate di copertura.
Ora è arrivato l'annuncio che c'è una finalmente una localizzazione certa, nell'attuale piazza Andrea Costa, dove gli scavi in corso hanno riportato alla luce reperti inequivocabili. In particolare cinque colonne in pietra arenaria, disposte secondo un allineamento preciso, le cui distanze e proporzioni risultano coerenti con le prescrizioni tecniche indicate da Vitruvio, offrendo cosi' una corrispondenza puntuale tra la fonte scritta e l'evidenza archeologica.
Una scoperta archeologica di portata immensa, un "ritrovamento di importanza mondiale, che finirà nei libri di storia, paragonabile alla scoperta della Scuola di Pitagora, a Crotone". Così il ministro della Cultura Alessandro Giuli durante una conferenza stampa alla Mediateca Montanari di Fano ha annunciato il ritrovamento nella città in provincia di Pesaro-Urbino, della Basilica di Vitruvio, quella che per gli studiosi dell'architetto romano attivo nella seconda metà del I secolo a.C. e considerato il più famoso teorico dell'architettura di tutti i tempi, è la più grande scoperta archeologica al mondo.
Si tratta di un edificio leggendario, cercato da duemila anni, il cui ritrovamento cambia la storia della città, dell'Italia e dell'architettura. Gli scavi per la ripavimentazione di Via Costa, finanziati dal Pnrr, hanno portato alla luce reperti che la soprintendenza giudica "inequivocabili" e alcune colonne citate nella bibliografia vitruviana.
Giuli: ci sarà un 'prima' e un 'dopo' questa scoperta
“A Fano oggi è stata ritrovata una tessera fondamentale del mosaico che custodisce l’identità più profonda del nostro Paese. La storia dell’archeologia e della ricerca, con gli attuali strumenti a disposizione, viene divisa in un prima e un dopo: prima della scoperta e dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio", ha dichiarato il Ministro Alessandro Giuli.
"I libri di storia, e non solo le cronache giornalistiche, storicizzeranno questa giornata e tutto ciò che nei prossimi anni verrà studiato e scritto attorno a questa scoperta eccezionale. Il valore scientifico è di caratura assoluta, gli elementi rinvenuti dimostrano in modo plastico che Fano è stata ed è il cuore della più antica sapienza architettonica della civiltà occidentale, dall’antichità fino a oggi",
La riscoperta della basilica vitruviana e gli studi di Clini
Questa scoperta porta a compimento trent'anni di studi su Vitruvio, confermando, secondo il professor Paolo Clini, che Vitruvio è nato a Fano e qui ha costruito le mura della città, il Tempio di Giove, il teatro e ha riprogettato tutti i ponti della Via Flaminia. Fano diventa così l'unica città al mondo ad essere stata pianificata dal più grande architetto di ogni tempo.
La storia della basilica vitruviana nel sottosuolo del centro di Fano era riemersa nel 1992, dopo essere finita nel silenzio, completamente cancellata. Il professor Paolo Clini, docente dell'Università Politecnica delle Marche e coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani, si era innamorato di questo progetto e decise di approfondire gli studi, cercando quella basilica alla quale nessuno credeva più. Lo fece attraverso i rilievi di tutte le strutture interrate di Fano e, in particolare, di quello che oggi è il Tempio di Giove, dove erano già evidenti le tecniche costruttive e le misure di Vitruvio.
Un dottorato, un post-dottorato, un master: Clini ha inseguito questa intuizione per trent'anni, gli ultimi sei quasi a tempo pieno. "Ero convinto, tanto più oggi – racconta – che questa basilica andava trovata perché può cambiare il mondo". E nel 2013, in occasione di una grande campagna di rilievo diretta come Politecnica su Fano, ipotizzò la collocazione della Basilica esattamente su Piazza Andrea Costa, nella posizione precisa in cui oggi è venuta alla luce. Oggi è proprio Clini a essere l'unico al mondo a conoscere tutto di questo edificio storico.
Il futuro degli scavi archeologici e i vincoli PNRR
Questa scoperta archeologica nasce da un intervento PNRR destinato a rifare le pavimentazioni proprio su Piazza Andrea Costa. Così è stata identificata con certezza la basilica romana descritta da Vitruvio, con pianta rettangolare e colonnato perimetrale: otto colonne sui lati lunghi e quattro sui lati brevi.
La conferma definitiva è arrivata con un ultimo sondaggio, che ha restituito la quinta colonna d’angolo, confermando la posizione e l’orientamento dell’edificio tra le due piazze. Le colonne, di circa cinque piedi romani di diametro (147–150 cm) e alte circa 15 metri, erano addossate a pilastri e paraste portanti a sostegno di un piano superiore. La ricostruzione planimetrica, basata sulla descrizione vitruviana, ha trovato una corrispondenza al centimetro.