AGI - Dimenticate i rinvii, le sale a metà servizio e l’ombra lunga degli scioperi che hanno paralizzato Hollywood. Il 2026 si presenta ai blocchi di partenza come l’anno della verità, il primo vero dodici mesi di "normalità creativa" dove il cinema torna a ruggire senza freni. Il calendario che ci attende è un mix esplosivo di visioni d'autore, blockbuster monumentali e ritorni che profumano di nostalgia. Abbiamo selezionato per voi gli appuntamenti che segneranno la stagione.
L'anno si apre nel segno del coraggio. Il 9 gennaio arriva "The Chronology of Water", il debutto alla regia di Kristen Stewart. Un progetto cullato per oltre dieci anni. L'adattamento del memoir di Lidia Yuknavitch è un viaggio crudo tra traumi e rinascita, dove il nuoto e la scrittura diventano ancora di salvezza. Un inizio d'anno intimo e potente. A San Valentino, però, l'atmosfera si scalda. Il 12 febbraio, Emerald Fennell (già "mente" dietro Saltburn) promette di incendiare i social con il suo "Cime tempestose". Dimenticate le brughiere polverose: il trailer sulle note di Charli XCX con Margot Robbie e Jacob Elordi suggerisce un melodramma erotico e pop che farà discutere per mesi.
Marzo e aprile: tra musical gotici e biopic da record
Il 5 marzo è il turno di Maggie Gyllenhaal con "La sposa!". Qui la sfida è altissima: trasformare il mito di Frankenstein in un musical gotico ambientato negli anni '30. Con Christian Bale e Jessie Buckley, ci aspettiamo un mix di satira e caos assolutamente imperdibile. Aprile si apre con il mistero. Il 3 aprile esce "The Drama", prodotto da A24. Sappiamo pochissimo, se non che la coppia protagonista è formata da Zendaya e Robert Pattinson. Una rom-com che prende una piega inaspettata a un passo dalle nozze? Con questi nomi, il successo è già scritto. Ma il vero terremoto mediatico arriverà il 23 aprile con "Michael". Il biopic sul Re del Pop diretto da Antoine Fuqua ha già polverizzato i record, il trailer è il più visto di sempre. Vedere Jaafar Jackson (nipote di Michael) riprodurre il moonwalk fa venire i brividi per la somiglianza. Sarà l'evento cinematografico della primavera.
Da maggio a dicembre: ritorni, sequel e supereroi
Il 1° maggio segna il ritorno più atteso dalle fashioniste (e non solo): "Il Diavolo veste Prada 2". Meryl Streep e Anne Hathaway tornano negli uffici di Runway vent'anni dopo. Riusciranno a essere ancora così "terribilmente" iconiche? Noi scommettiamo di sì. Per le famiglie, il 17 giugno è la data da segnare: "Toy Story 5". Se pensavate che la storia fosse finita, preparatevi a vedere Woody e Buzz affrontare un nemico moderno, la distrazione digitale rappresentata dal tablet Lilypad. E poi, il colosso. Il 16 luglio Christopher Nolan torna in sala con "The Odyssey". Dopo il trionfo di Oppenheimer, Nolan scala l'Olimpo di Omero. Un cast illegale per quanto stellare (Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Charlize Theron) per un’opera che promette di ridefinire il concetto di "epico". Dopo il debutto di "Supergirl" il 25 giugno (con Milly Alcock che dovrà dimostrare la forza del nuovo corso DC di James Gunn), l'anno si chiuderà col botto il 16 dicembre con "Avengers: Doomsday". I fratelli Russo tornano alla regia e, in un colpo di scena degno dei migliori fumetti, Robert Downey Jr. torna nel MCU ma stavolta sarà il cattivo, il dottor Destino. Il mondo Marvel riuscirà a riconquistare il suo trono?
Il cinema italiano del 2026: tra politica e sentimenti
Ma il cinema non è solo Hollywood. Il 2026 del cinema italiano è profondo, politico e sentimentale. Ecco alcuni titoli: “La Grazia" di Paolo Sorrentino. Toni Servillo interpreta un Presidente della Repubblica. Non aspettatevi un racconto istituzionale, ma un’indagine sulla solitudine del potere e sul fine vita. “Falcon" di Marco Bellocchio. Un viaggio nella mente di Sergio Marchionne. Bellocchio continua la sua analisi del capitalismo italiano con lo sguardo lucido che lo contraddistingue. “Un bel giorno" di Fabio De Luigi. In coppia con Virginia Raffaele, una commedia malinconica sulle seconde possibilità che promette di farci ridere e commuovere. “Il rumore delle cose nuove" di Paolo Genovese. Un film sui non detti, sulle crepe invisibili che separano le persone. Il ritorno al cinema relazionale che Genovese sa maneggiare con cura millimetrica.
Il 2026, dunque, ci chiede solo una cosa: di tornare a sederci nel buio della sala e lasciarci meravigliare.