L'antologica di Giovanni Iudice, 30 anni di Sicilia e di "vita brulicante"

L'antologica di Giovanni Iudice, 30 anni di Sicilia e di "vita brulicante"

A Modica in mostra 60 opere dell'artista gelese che raccontano l'isola e la sua ricerca di riscatto ma anche l'umanità in viaggio dei migranti

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© Giovanni Iudice - Il pittore siciliano Giovanni Iudice

AGI - Ci sono trent’anni d’arte e di 'lettura' della Sicilia nella mostra antologica di Giovanni Iudice aperta dal 7 dicembre a Modica. Nella suggestiva cornice dell’ex convento del Carmine, vengono esposte 60 opere realizzate dall'artista gelese tra il 1992 e il 2022, alcune talmente realistiche da sembrare fotografie. Tante tecniche - pittura, disegno, matita, oli - per un'arte che è strumento di denuncia oltre che di racconto delle bellezze di un'isola, del suo popolo e di quanti l'hanno attraversata.

"Dipingo e disegno il brulicare della vita"

"Non sono un paesaggista nè pittore di luce", spiega all'AGI il 52enne artista scoperto giovanissimo dallo scomparso gallerista ragusano Cassiano Scribano e poi valorizzato da Vittorio Sgarbi. "Dipingo e disegno il brulicare della vita", sottolinea Iudice, "la Sicilia sociale, quella che cerca riscatto, nell'accezione popolare della normalità, arduo e contraddittorio senso della moda contemporanea, che impone artificiose congetture figurali".
"Il mio recente lavoro", osserva, "vede la pittura come speranza per una nuova visione orizzontale delle cose, senza politica nè sofferenza ma in equilibrio con la vita".  

Il mare e i migranti

La mostra "Iudice" è a cura della Fondazione Teatro Garibaldi e offre un percorso artistico che viene composto grazie alla disponibilità di importanti collezioni private. Si va dai primi disegni degli anni Novanta fino ai lavori contemporanei, attraversando cicli diversi, tra ritorni e sperimentazioni.

Nel viaggio emozionale offerto dalle 60 opere trova spazio il tema dei migranti, caro all'artista, su cui Iudice chiama a riflettere contrapponendo le spiagge assolate popolate dai bagnanti a quelle stesse che di notte accolgono i clandestini. C'è il gigantesco "Umanità", una sorta di manifesto umanitario che è stato esposto alla Biennale di Venezia nel 2011. E poi quei mari che rappresentano una sorta di "terra del ritorno" in cui il blu è vita ed evoluzione, anche quella personale dell’artista.

Da Palazzo Reale a Cattelan

Iudice, artista autodidatta, è un protagonista della pittura figurativa contemporanea con all'attivo diverse mostre in Italia, compresa una a Palazzo Reale a Milano, e all'estero. Mel 2011 ha partecipato alla mostra istituzionale "Etiche ed estetiche nell’arte" del Gamec di Bergamo curata da Giacinto Di Pietrantonio e ha esposto nella stessa stanza di Maurizio Cattelan che presentava 'Lo stivale capovolto'. Dei suoi quadri sui migranti si sono occupati Le Monde Diplomatique e l'Economist. La sua opera “Spiaggia”, un olio su tela esposto nella Galleria d’arte moderna di Palermo, è stata inserita in un volume della Treccani sull’arte contemporanea della Sicilia.