Hugo Pratt rivive con 'Il desiderio di essere inutile'

Hugo Pratt rivive con 'Il desiderio di essere inutile'

Il libro uscito nel 1996 sulla vita dell'autore di Corto Maltese torna in libreria con una veste completamente nuova, 432 pagine a colori arricchite di tante fotografie inedite, di disegni e acquarelli

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© Cong - Hugo Pratt

(AGI) - Roma, 28 nov. - ‘Il desiderio di essere inutile’, un titolo che, come scrive Vincenzo Mollica nella prefazione “è un lampo di poesia”. Era stato scelto da Hugo Pratt, “papà” di Corto Maltese per il libro in cui nel ’96 raccontava al suo biografo storico Dominique Petifaux la sua vita. Anzi, le sue tredici vite.

Adesso con la prefazione di Dario Vergassola (“Corto per me non era un fumetto, era un personaggio vero e soprattutto vivo”) in tandem con quella di  Mollica, ‘Il desiderio di essere inutile’ il 29 novembre torna in libreria, con una veste completamente nuova, 432 pagine a colori arricchite di tante fotografie inedite, di disegni e acquarelli che fanno seguito alla prima uscita esaurita ormai da anni, edita da Cong, la società che gestisce l’opera artistica di Pratt e che ha già dato vita a ‘Oceano nero’, ‘Hugo Pratt da Genova ai mari del Sud’ e ‘Cucinare con Corto Maltese’.

Nel libro intervista Pratt, scomparso nel ’95,  sviscera le sue vite prima seguendo sette capitoli cronologici (l’infanzia veneziana  al seguito del nonno, figlio di un ciabattino, l’adolescenza in Africa, la “folle giovinezza” veneziana, il trasferimento e il lavoro in Argentina, il rientro in Italia, il successo mondiale con Corto Maltese, l’ultimo indirizzo in Svizzera) e poi aprendo delle porte tematiche (il viaggio, la cultura, il mondo magico ed esoterico, il mito, le donne, eroi e guerrieri, l’indispensabile piacere di essere “inutile”).

(da 'Il desiderio di essere inutile', Cong editore)

L’incipit è un incanto: “Conosco almeno tredici modi diversi per raccontare la mia vita, oggi ho deciso di scegliere la settima – spiegava Pratt -  un po’ per amore del numero sette, un po’ perché è anche il numero del gatto: il gatto ha sette vite e per conoscere la settima deve quindi morire sei volte. Alcuni sostengono che il gatto di vite ne abbia nove, ma mi sembra più credibile laversione che dice che ne abbia sette, anche perché il sette è un numero della cabala: quello delle sette porte, delle sette chiavi, l’ultima delle quali fa entrare nel paradiso terrestre. E, dato che ho deciso di iniziare la storia della mia vita in modo esoterico, devo innanzitutto precisare che sono nato sotto il segno dei Gemelli”.

(da 'Il desiderio di essere inutile', Cong editore)

Una biografia certo, corredata da fumetti e foto d’epoca di famiglia, ma anche una panoramica su oltre sessant’ anni di storia contemporanea scattata da un testimone d’eccezione. Guerre, viaggi, amori il colonialismo, la Liberazione, la ripresa economica, l’emigrazione alla ricerca di nuovi orizzonti. E, ancora: i cambiamenti della fine degli anni Sessanta, mogli, figli, musica, incontri con altri artisti meravigliosi, le difficoltà dell’inizio, la voglia di indipendenza, l’affermazione, il successo mondiale, gli infiniti pellegrinaggi comunque alla ricerca di qualcosa.

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'Il desiderio di essere inutile'
 

Hugo Pratt, sempre attento, a volte sfrontato, disponibile con sé stesso e con gli altri è guidato sempre e soprattutto - sia nella vita privata che in quella artistica - dalla sua fantasia e dalle sue “figlie” predilette: la gentilezza, la ricerca e la curiosità.