Un "ritrovamento eccezionale" al Museo della Specola di Firenze  

Un "ritrovamento eccezionale" al Museo della Specola di Firenze  

Durante i lavori di riqualificazione, rinvenuti al di sotto del pavimento vasi e orci di terracotta del XIV secolo

Firenze Terrecotte Museo della Specola

©  Università degli Studi di Firenze -

Rinvenuti al di sotto del pavimento di una stanza più di venti tra vasi e orci in terracotta, databili a partire dal XIV secolo, durante i lavori di riqualificazione del Museo della Specola in via Romana a Firenze; l’eccezionale ritrovamento è avvenuto in occasione dei lavori propedeutici al consolidamento delle volte del cortile di Palazzo Bini Torrigiani, patrimonio dell’Università.

Gli oggetti, recuperati tra il piano di calpestio e l’estradosso (cioè la superficie esterna) della volta, permettevano secondo una tecnica costruttiva largamente impiegata, l’alleggerimento della struttura.

Se ulteriori indagini consentiranno di stabilire provenienza e datazione, il loro posizionamento, probabilmente, è riconducibile agli interventi promossi negli anni Settanta del XVIII secolo quando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena finanziò ingenti lavori di ristrutturazione per adibire il palazzo Bini Torrigiani a Gabinetto di Fisica e Storia Naturale.

Firenze Terrecotte Museo della Specola
©  Università degli Studi di Firenze

Si tratta di vasi di grosse dimensioni, fra cui una conca per agrumi, e numerosi orci, per lo più “a beccaccia”, che prendono il nome dalla forma del versatoio, simile a quella del becco di un uccello. Alcuni degli orci portano impresso il marchio di tre gigli fiorentini. Gli oggetti provengono da manifatture di Impruneta (famoso e antico distretto per le terrecotte del fiorentino ndr) e in particolare su di uno di essi vi è apposto il nome della fornace di provenienza.

I reperti sono quasi tutti integri, sebbene taluni riportino cretti e fenditure, presenti forse fin dal momento della produzione oppure causati dall’uso prolungato. Ad una prima valutazione risulterebbero materiali di riuso provenienti forse dalle stesse botteghe della zona di via Romana o dalle cantine del palazzo.

Il recupero degli oggetti, alcuni dei quali posizionati in senso verticale e altri in senso orizzontale in punti diversi del solaio, a seconda della curvatura della volta, è stato accuratamente effettuato dalla ATI appaltatrice Romeo Puri Impianti che esegue i lavori per conto dell’Università di Firenze.

Soddisfazione è stata espressa da parte del Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato, Andrea Pessina, e del Presidente del Sistema Museale di Ateneo, Marco Benvenuti, durante il sopralluogo congiunto dei giorni scorsi.