R oma - Maometto II, l'uomo che mise fine all'Impero romano d'Oriente e che fece tremare l'Europa intera col suo progetto di conquistare Roma, e' il protagonista della mostra "Il Sultano e l'Occidente" presso il Museo Nazionale d'Arte Orientale di Roma, aperta fino al prossimo 14 febbraio. L'esposizione presenta i materiali d'archivio consultati e i costumi utilizzati durante le riprese del film/documentario 'Fatih: l'uomo che cambio' il destino dell'Europa' (2013), oltre a dipinti e fotografie che descrivono il periodo storico di Maometto II (1432-1481). All'iniziativa ha collaborato l'Istituto Yunus Emre, Centro Culturale Turco presso l'Ambasciata della Repubblica della Turchia a Roma. Salito al trono nel 1451, Maometto II conquisto' Costantinopoli spodestando l'ultimo imperatore d'Oriente. Successivamente occupo' il Peloponneso, l'Anatolia e si spinse fino ai Balcani arrivando ad assediare Belgrado.
L'Europa lo guardo' con odio misto ad ammirazione, con fascino e timore per la spietatezza che dimostro' anche in Italia con la spedizione di Otranto del 1480, mentre non riusci' a espugnare l'isola di Rodi nonostante un sanguinoso assedio di quattro mesi. Maometto II, tuttavia, e' anche l'artefice del Rinascimento ottomano: mecenate delle arti, poeta, parla cinque lingue, visita le rovine di Troia, s'ispira alle gesta di Alessandro Magno e s'interessa vivamente alla cultura occidentale. Il papa umanista Pio II ci prova e gli scrive promettendo che, in caso di conversione al cristianesimo, lo riconoscerebbe Imperatore Romano. Quando muore a solo 49 anni, le campane di tutta Europa suonano a festa. Ma il suo fascino continuera' nei secoli e il suo volto restera' immortalato nel ritratto che un veneziano gli fece, Gentile Bellini, chiamato apposta per questo a Costantinopoli. (AGI)