Et Cetera al Maxxi, collettiva di 18 artisti cechi contemporanei
(AGI) - Roma, 29 apr. - Inaugurata ieri a Roma, presso loSpazio D del MAXXI, la mostra Et Cetera, collettiva di 18artisti provenienti dalla Repubblica Ceca, selezionati tra imigliori talenti del paese. In esposizione circa 34 opere tradipinti, sculture, fotografie ed installazioni di variedimensioni, realizzate da artisti che "rappresentanoun'importante testimonianza dell'odierna sperimentazioneartistica ceca", scrive il curatore Genny Di Bert.
Organizzatae promossa dalla Fondazione Eleutheria di Praga, presieduta daFrancesco Augusto Razetto, curata da Genny Di Bert e daOttaviano Maria Razetto, la mostra, realizzata incollaborazione con il MAXXI di Roma, si avvale dei patrocinidi: Ministero per i beni e le attivita' culturali e delturismo, Ministero della cultura della Repubblica Ceca,Assessorato alla cultura, creativita' e promozione artistica eturismo di Roma Capitale, Ambasciata della Repubblica Ceca,Ambasciata di Italia a Praga, Istituto italiano di cultura aPraga, Camera di Commercio e dell'Industria Italo Ceca, PragaCapitale e Centro Ceco.
Come sottolinea Francesco AugustoRazetto "La Fondazione Eleutheria torna con la mostra Et Ceteraa proporsi nel ruolo di promotrice dei giovani artisti cechi:l'esposizione al Maxxi rappresenta il felice tentativo discoprire il mondo artistico della Repubblica Ceca degli ultimiventicinque anni". La mostra nasce da un percorso che laFondazione Eleutheria ha intrapreso solo negli ultimi anni; neiprimi anni della sua attivita', infatti, la Fondazione harivolto particolare attenzione al periodo del RealismoSocialista, cercando di restituirgli quel valore artistico alungo negato.
Con la mostra Et Cetera, lo sguardo e' rivolto alpresente, in particolare alla produzione degli artisti cechinegli ultimi 25 anni, dopo la caduta del regime comunista e lafine delle costrizioni alla liberta' di espressione. Comespiega il curatore Ottaviano Maria Razetto "Un lungo racconto,quello dell'arte, che attraversa l'epoca socialista - quandoessa era promossa, condizionata e in molti casi addiritturaassoggettata al volere del partito - e continua fino ai giorninostri lungo una narrazione mai interrotta ma che appuntotermina solo con un "Et cetera".
Per questo la fondazione hadeciso di rivolgere la propria attenzione al mondo dell'artecontemporanea,a come questa abbia reagito alla caduta delregime comunista e quali strade siano state intraprese daigiovani artisti cechi dopo quasi 25 anni. Un temposufficientemente lungo per riuscire a intravedere un fenomenoormai strutturato che va ben oltre la semplice reazione allamancanza di liberta' espressiva ma allo stesso tempo ancoraabbastanza breve per riuscire a realizzare confronti e analisitra lo stato dell'arte ante e post "caduta del muro".
Diciotto gliartisti chiamati a partecipare, tutti sotto i 40 anni: HanaBabak, Asot Haas, Kristof Hosek, Jan Kalb, Martin Kocourek,Martin Krajc, Jakub Matuska detto Masker, Jan Matousek, JanMikulka, Marek Musil, Jakub Nepras, Tets Ohnari, Ondrej Oliva,Veronika Psotkova, Matej Rejl, Tereza Tara, Zdenek Trs e RomanTyc. Alcuni artisti sono gia' conosciuti a livellointernazionale come Jan Mikulka che nel 2011 ha vinto il "BPPortrait Awards" alla National Portrait Gallery di Londra eJakub Nepra che ha ricevuto "l'Euromobil Prize" per la miglioreopera all'Arte Fiera di Bologna nel 2007 e, sempre nello stessoanno, si e' classificato terzo alla Biennale Internazionale diFirenze. Due opere dello stesso artista saranno inoltre espostenel Padiglione Ceco all'Expo 2015 di Milano.
L'allestimentodella mostra, ideato e realizzato da Ottaviano Maria Razetto,vuole rievocare la funzione originaria dello Spazio D, cheospita la mostra, quella di magazzino della Caserma Montelloche occupava tutta l'area del MAXXI. Da qui l'idea diorganizzare l'allestimento intorno all'elemento del pallet dilegno, lo stesso usato per stoccare le merci nei magazzini, cheper l'occasione viene utilizzato per esporre le opere. Cosi' ilbancale viene usato come elemento primario di una strutturapiu' complessa fino a definire l'intero allestimentodell'esposizione.
Il percorso di visita cosi' articolatoconsente di riservare a ciascun gruppo di opere di ogni artistauno spazio autonomo ed indipendente dagli altri. Per la mostrae' stato ideato un percorso didattico virtuale: il visitatoreavra' la possibilita' di scaricare il catalogo sul propriodispositivo elettronico e procedere con questo all'interno delpercorso espositivo. (AGI)