Storia di Lino Banfi, dalla commedia sexy all'Unesco

Le tappe principali di uno degli attori più popolari italiani: le origini, gli esordi, fino agli ultimi anni e la nomina nel Consiglio Unesco 

Storia di Lino Banfi, dalla commedia sexy all'Unesco 
 (Agf)
  Lino Banfi

Il comico Lino Banfi, pseudonimo di Pasquale Zagaria, futuro ambasciatore del nostro Paese nella commissione Italiana per l'Unesco, è uno degli attori più popolari in Italia, con una carriera di oltre 65 anni spesa tra teatro, televisione e cinema.

Nato ad Andria, in Puglia, il 9 luglio 1936, ha recitato sia in ruoli comici che drammatici, lavorando con alcuni dei più importanti registi del cinema italiano, tra cui Nanni Loy, Steno e Dino Risi. Negli anni Settanta e Ottanta è diventato uno dei volti più noti della Commedia Sexy all'italiana, per poi dedicarsi, a partire dagli anni Novanta, a fiction televisive come 'Un medico in famiglia', in cui tra il 1998 e il 2016 ha interpretato il ruolo di Nonno Libero.

Cresciuto a Canosa di Puglia, dove vive fino ai 18 anni, Zagaria era destinato alla carriera ecclesiastica, avendo frequentato il seminario. Il giovane preferisce però lo spettacolo ed esordisce come cantante nelle feste musicali di paese. Nel 1954 si trasferisce a Milano, dove viene scritturato nella compagnia di Arturo Vetrani, che si esibisce nel teatro di varietà.

Il primo personaggio: Lino Zaga

Inizialmente, l'attore si esibisce con lo pseudonimo Lino Zaga, abbandonato su consiglio di Totò, secondo cui in scena portava fortuna accorciare i nomi, ma non i cognomi. Lino Banfi nacque allora su consiglio del maestro elementare, impresario e marito della soubrette Maresa Horn, che scelse il nuovo cognome dal registro di registro di classe dei suoi alunni, il cui primo nome apparteneva ad Aureliano Banfi.

Lino Banfi divenne così un professionista dell'avanspettacolo, la cui notorietà era legata ai tratti tipici della Puglia portati in palcoscenico, come modi di dire, giochi di parole e doppi sensi maliziosi. Negli anni Sessanta si trasferisce a Roma, dove si esibisce presso il locale 'Puff' di Lando Fiorini.

Al 1960 risale il suo esordio al cinema con una breve comparsa nel film 'Urlatori alla sbarra' di Lucio Fulci con la partecipazione di Adriano Celentano, Mina e Chet Baker. Nel 1962, dopo 10 anni di fidanzamento, sposa la moglie Lucia, da cui ha due figli, Walter e Rosanna, anch'ella attrice.

Il debutto in televisione 

Nel 1964 debutta anche in televisione nella trasmissione della Rai 'Biblioteca di Studio Uno', dove interpreta un valletto dallo spiccato accento pugliese. Nel 1969 appare nel programma Rai 'Speciale per voì, presentato da Renzo Arbore. Dal 1964 recita piccole parti in film prodotti dal duo comico Franco e Ciccio come 'I due evasi di Sing Sing' (1964), '00-2 Operazione Luna' (1965), 'Due marines e un generale' (1965), 'I due pompieri' (1968), 'Franco, Ciccio sul sentiero di guerra' (1970), 'Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione' (1970), 'Riuscirà l'avvocato Franco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il pretore Ciccio De Ingras?' (1971) e nei film di Alighiero Noschese ed Enrico Montesano, 'Il furto è l'anima del commercio!?' (1971), 'Io non spezzo, rompò (1971) e 'Boccacciò (1972).

Negli anni Settanta ottiene un discreto successo grazie ai suoi spettacoli al teatro Sancarlino di Roma, dove nel 1972 si esibisce in un cabaret insieme a Carletto Sposito e Anna Mazzamauro e poi con Enrico Montesano e Lando Fiorini. Nel 1973, arriva il suo primo ruolo da protagonista al cinema con il film 'Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia'. Nel 1975 arriva anche il debutto da protagonista in televisione con il programma di varietà della Rai, 'Senza rete', con Alberto Lupo, seguito da 'Arrivano i mostri', di Ugo Gregoretti, nel 1977.

L'esorciccio, poi le commedie sexy degli anni '70-'80

Nel 1975 partecipa poi al film cult 'L'esorciccio' con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Tra gli anni Settanta e Ottanta, Banfi si afferma come uno dei volti simbolo della Commedia Sexy all'italiana, recitando con Alvaro Vitali, Edwige Fenech e Gloria Guida. Dal 1976 al 1983 partecipa così ai maggiori classici di questo genere, come 'L'affittacamere' (1976), 'L'insegnate viene a casa' (1978), 'La liceale seduce i professori' (1979), 'L'infermiera di notte' (1979), 'La poliziotta della squadra del buon costume' (1979), 'La moglie in bianco, l'amante al pepe' (1980), 'La dottoressa ci sta col colonnello' (1980), 'L'onorevole con l'amante sotto il lettò (1981), 'L'onorevole con l'amante sotto il letto' (1981), 'Cornetti alla crema' (1981), 'Vieni avanti cretino' (1982), 'Al bar dello sport' (1983), e 'Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio' (1983).

Oronzo Canà, I pompieri e il Commissario Lo Gatto

Nel 1984, Banfi interpreta uno dei suoi più famosi personaggi, l'allenatore di calcio Oronzo Canà nel film di Sergio Martino 'L'allenatore nel pallonè, seguito da 'I pompieri' con Paolo Villaggio e Massimo Boldi nel 1985 e dalla pellicola cult 'Il commissario Lo Gatto', realizzato da Dino Risi nel 1986. Nel 1984 e nel 1985 conduce e partecipa a Risatissima e alla 500esima puntata de 'Il pranzo è servito' prodotti da Canale 5. Nel 1987 ritorna però in Rai dove gli venne affidata la conduzione di 'Domenica in' per due stagioni, 'Aspettando Sanremò, 'Un inviato molto specialè (1992) e 'Stasera Linò (1989).

Nel 1990, torna protagonista insieme a Renzo Arbore e Michele Mirabella de 'Il caso Sanremo', prima di tornare a Mediaset l'anno successivo per condurre 'Una sera c'incontrammo', lo special di San Valentino di Canale 5. Nel 1991, Banfi pubblica la sua autobiografia dal titolo 'Alla grande'.

Nel 1997 arriva il primo ruolo da protagonista in un film drammatico con la pellicola per la tv 'Nuda proprietà vendesì, andato in onda su Rai 1. Dal 1998 partecipa poi alla fiction 'Un medico in famiglià, in cui interpreta il ruolo di Libero Martini per oltre 10 stagioni. Negli anni 2000, Banfi interpreta diversi ruoli drammatici in film tv come 'Vola Sciusciù' (2000) e in serie come 'Raccontami una storià, 'Un difetto di famiglia' (2003), 'Un posto tranquillo' (2003) e 'Il padre delle spose' (2006).

Il Telegatto alla carriera, la malattia della moglie

Nel 2003 ottiene il Telegatto alla carriera, mentre nel 2001 è nominato ambasciatore dell'Unicef. Nel 2008, a distanza di 24 anni dall'uscita al cinema de 'L'allenatore nel pallonè, e dopo 20 anni dal suo ultimo film cinematografico, torna nei panni di Oronzo Canà nel sequel del famoso film.

Nel 2011 ritorna a lavorare per Mediaset, riprendendo il ruolo del commissario Zagaria nell'omonima miniserie di Canale 5. L'anno successivo torna al cinema con il film di Carlo Vanzina 'Buona giornata'. Nel 2016 partecipa invece al successo di Checco Zalone 'Quo vado?', diretto da Gennaro Nunziante.

Negli ultimi anni, l'attore si è speso per la moglie Lucia, affetta dal morbo di Alzheimer, per la quale ha rifiutato un ruolo che lo avrebbe portato in Germania "Adesso che potremmo non ci muoviamo per via della sua malattia, l'Alzheimer. Altri miei colleghi se la spassavano tra sesso e festini, ma io no. Sono sempre stato a casa, accanto alla mia famiglia", ha detto di recente l'attore ospite di Domenica In. "Ho lavorato con le più belle attrici europee, ma nei miei pensieri c'è sempre stata solo lei". 



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