Sessant'anni fa il sacrificio di Laika, che aprì all'uomo gli orizzonti dello spazio

Dopo il lancio del primo Sputnik, la Russia segnava un nuovo punto nella sfida con gli Usa

Sessant'anni fa il sacrificio di Laika, che aprì all'uomo gli orizzonti dello spazio

Esattamente 60 anni fa, il 3 novembre 1957, l'Unione sovietica mandava nello Spazio il primo essere vivente: la cagnetta Laika, il cui volo ha fatto la storia, ma con un tragico epilogo. Laika non è tornata mai indietro dalla sua missione, ed è morta in orbita dopo cinque-sette ore dal lancio. La navicella che la ospitava era lo Sputnik-2, l'evoluzione del primo satellite artificiale della storia - con cui i sovietici portano a casa una sonora vittoria nella corsa allo Spazio contro gli americani - lo Sputnik-1, lanciato solo un mese prima, il 4 ottobre 1957. 

Una sfida politica prima ancora che tecnica

La sfida che l'Urss lanciava agli Usa con il viaggio spaziale di Laika non era solo scientifica e tecnologica, ma soprattutto politica. Si era in piena Guerra Fredda. Nikita Khrusciov, primo segretario del Comitato centrale del Partito comunista, aveva dato personalmente l'ordine di eseguire il lancio del secondo satellite, ma questa volta con a bordo un essere vivente, proprio alla vigilia del quarantesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, che si festeggiava il 7 novembre 1957.

Sessant'anni fa il sacrificio di Laika, che aprì all'uomo gli orizzonti dello spazio
 Laika

Serghei Korolyov, capo progettista che aveva supervisionato le ricerche e lo sviluppo dello Sputnik-1 aveva tentato di obiettare all'iniziativa del leader sovietico, spiegando che era insensato e prematuro. Nonostante ciò, i vertici dell'Urss emisero l'ordine ufficiale di lanciare un secondo satellite con a bordo un cane, il 12 ottobre 1957. A quella data, il laboratorio speciale dell'Istituto centrale di ricerche dell'Aviazione russa, che preparava gli animali per i voli, aveva condotto l'addestramento di 10 cani. I ricercatori avevano selezionato cani randagi per la difficile missione, perché più resistenti di quelli con pedigree. Tre cagnolini erano i candidati a salire a bordo dello Sputnik-2, ma la scelta finale cadde su Laika, di appena due anni e circa 6 kg di peso. Albina, aveva già fatto due voli nella stratosfera, era stata scelta come riserva. Il terzo cane, Mukha, fu usato per testare l'equipaggiamento. I medici impiantarono nelle carotidi dei tre animali dei misuratori per la pressione del sangue e nei loro petti dei misuratori per tracciare elettrocardiogrammi e respirazione.

Un destino segnato fin dall'inizio

Il 3 novembre 1957, lo Sputnik-2 partì dalla base del ministero della Difesa a Baikonur, in Kazakistan, portando Laika nella storia. Il suo destino, però, era segnato fin dall'inizio: non sarebbe mai rientrata sulla Terra. Allora, non era ancora stato sviluppato un sistema che consentisse a una capsula spaziale di attraversare indenne il forte surriscaldamento atmosferico e Laika morì in volo: nella navicella la temperatura, dopo sette ore, era salita a 42 gradi. Lo Sputnik-2 rimase in orbita fino al 14 aprile 1958, quando bruciò nell'atmosfera. Aveva compiuto 2.370 giri intorno alla Terra. 

Subito dopo il volo comparvero sigarette della marca Laika in tutta l'Urss. Nel 2008 è stato inaugurato un monumento a Laika nel compound dell'Istituto centrale di ricerche dell'Aviazione russa, mentre la cagnetta, poi diventata protagonista di numerosi film animati, è ormai un'icona della storia sovietica.



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