Primi due casi di coronavirus in Italia. Il governo dichiara lo stato d'emergenza

Positivi due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma. Le loro condizioni risultano discrete. Sotto osservazione alcuni casi sospetti. Stanziati 5 milioni

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All'indomani dell'accertamento dei primi due casi di coronavirus in Italia, il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza per sei mesi "in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili". Per affrontare l'emergenza l'esecutivo di Giuseppe Conte ha poi deciso lo stanziamento di cinque milioni di euro.

Ad oggi sono ricoverati all'Istituto per le malattie infettive Spallanzani due pazienti positivi al test coronavirus. Si tratta di due turisti cinesi: lei, 65 anni, in condizioni cliniche discrete, il marito di 66 anni ha condizioni discrete con interessamento polmonare più pronunciato.

"La moglie - si legge nel bollettino medico - di 65 anni, attualmente è in condizioni cliniche discrete, e presenta un iniziale interessamento intersiziale polmonare, febbricola e congiuntivite bilaterale". Mentre il marito, "di 66 anni, attualmente è anche lui in condizioni cliniche discrete, pur presentando un interessamento polmonare più pronunciato, con febbre, tosse e astenia".

L'itinerario dei contagiati

Dopo essere arrivati all'aeroporto Milano Malpensa il 23 gennaio con un gruppo di persone, i due cittadini cinesi ricoverati all'ospedale Spallanzani con la diagnosi di Coronavirus, sarebbero andati a Parma da dove, dopo tre giorni passati all'hotel "De La Ville", sarebbero ripartiti per e la Capitale. Qui si sarebbero sentiti male il 29 gennaio all'hotel Palatino e sarebbero stati trasportati in ospedale.

Il resto del gruppo invece sarebbe partito da Milano per Napoli, prossima tappa del tour. I riscontri sono stati eseguiti dai Nas dei carabinieri. Inoltre, secondo quanto si apprende, sarebbero in corso accertamenti sulle persone chi si trovavano sul volo atterrato a Malpensa il 23 su cui viaggiava la coppia e l'altra comitiva di turisti cinesi.

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Casi sospetti trasferiti allo Spallanzani

Una cinese di 27 anni e' stata trasferita 'in via precauzionale' dall'ospedale 'Spaziani' di Frosinone allo 'Spallanzani' di Roma. La donna è rientrata dalla Cina lo scorso 27 gennaio dopo una breve vacanza in Asia. Al presentarsi dei sintomi influenzali, febbre alta e difficoltà respiratorie, ieri è stato allertato il 118: in pochi minuti la paziente è stata trasportata dapprima nell'ospedale ciociaro e poi con il passar delle ore e l'aumentare delle difficoltà respiratorie, si è deciso il trasferimento nel centro specializzato capitolino dove saranno gli accertamenti a stabilire se possa aver contratto o meno il virus.

Un altro uomo che lamentava uno stato influenzale è stato soccorso dalla polizia in via Genova, nel centro della Capitale. Gli agenti, secondo protocollo, sono intervenuti con tute e mascherine. Anche costui è stato trasportato all'ospedale Spallanzani per accertamenti.

Nelle ultime ore si sono presentate spontaneamente allo Spallanzani di Roma una quindicina di persone, perlopiu di nazionalità cinese, con sindrome influenzale. Alcune sono rimaste per osservazione. Non si trovavano nella comitiva di turisti cinesi di cui fa parte la coppia risultata positiva al coronavirus. Ieri sera, in via precauzionale, un uomo è stato trasferito dall'ospedale di Tivoli all'istituto per le malattie infettive.

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Il virologo: possibili altri due o tre casi a Roma

"È possibile che ci siano altri casi, oltre a quelli dei due turisti cinesi", ha detto all'AGI Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi Milano. "In base a quello che sappiamo del loro viaggio hanno sempre usato il pulmino. Ci sarebbero stati pochi contatti con gli altri e, come sappiamo già, per il contagio è necessaria una vicinanza stringente. È possibile - continua - che qualche caso secondario, come è successo in Germania, ci possa essere. Ma ritengo che si possa limitare nell'arco di uno, due o massimo tre casi".

Questo però, secondo il virologo, non significa che Roma sia da considerarsi una meta da evitare. "Se una famiglia ha programmato le vacanze nella Capitale non deve affatto rimandare perché il rischio è davvero bassissimo", sottolinea Pregliasco. Per quanto riguarda negozi e ristoranti cinesi, il virologo assicura che non c'è pericolo per il coronavirus. "Il cibo non determina infezioni", precisa. "Peraltro, i cinesi usano sostanzialmente materiale locale", aggiunge. In caso di contagio, Pregliasco spiega che "ad oggi non ci sono terapie specifiche. Si tratta il paziente con antibiotici per evitare sovrainfezioni batteriche. Si stanno sperimentando antivirali che sono efficaci per altri virus e si vuole vedere se funzionano. Però sono pochi i casi che sono stati trattati. Per ora, qualora ce ne fosse bisogno, è previsto solo il sostegno delle funzioni vitali, magari in rianimazione".

"Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell'Organizzazione mondiale della sanità abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell'infezione Sars", spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza. "Le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l'Italia al piu' alto livello di cautela sul piano internazionale".

Erano stati lo stesso ministro e premier, ieri sera annunciando i casi accertati, ad anticipare che il Consiglio dei ministri avrebbe approvato ulteriori "misure" dopo la stop dei voli da e per la Cina. Critiche alla reazione del governo sono giunte dall'opposizione.

Salvini attacca il governo

"Fatemi capire. I primi due casi di Coronavirus in Italia sarebbero sbarcati tranquilli a Malpensa il 23 gennaio e, senza alcun controllo, avrebbero girato per giorni mezza Italia, fino ad arrivare in un albergo nel pieno centro di Roma. E' cosi' che il governo tutela la salute e la sicurezza degli italiani?", ha attaccato Matteo Salvini. "La Lega, da giorni, chiedeva quarantena, controlli, blocchi e informazioni, ma per politici e giornalisti di sinistra eravamo 'speculatori' e sciacalli. Preghiamo Dio che non ci siano disastri, ma chi ha sbagliato deve pagare", ha proseguito.

Le dichiarazioni del leghista sono state fortemente stigmatizzate da parte della maggioranza, in particolare dal Pd. "Salvini è un 'no' Vax e oggi fa campagna elettorale sul coronavirus. Volevo solo informarvi come si scrive cialtrone in cinese", ha scritto su Twitter Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico.

"In pochi giorni Matteo Salvini è passato da molestatore al citofono a virologo d'assalto. Anche il coronavirus, per la Lega diventa un'occasione per attaccare il governo. Miserabile", ha aggiunto il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci.

 



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