Stadio della Roma, il gip nega l'archiviazione per Virginia Raggi

Era stata la stessa procura a chiedere al giudice la chiusura del procedimento per la sindaca (indagata per abuso d'ufficio). Disposti invece nuovi accertamenti

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Agf
Virginia Raggi

Aggiornato alle ore 13,03 del 21 aprile 2019.

Il gip Costantino de Robbio non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Roma nei confronti della sindaca Virginia Raggi, indagata per abuso d'ufficio dopo un esposto dell'architetto Francesco Sanvitto per conto dell'Associazione 'Tavolo della Libera Urbanistica'.

Al centro della vicenda - riportata oggi da diversi quotidiani - c'era la procedura con la quale il Campidoglio aveva scelto di pubblicare il progetto per il nuovo stadio della Roma (che vede a rischio processo tra gli altri l'imprenditore Luca Parnasi) approvato dalla Regione Lazio nella Conferenza dei Servizi, prima che il verbale conclusivo incassasse il via libera del Consiglio comunale.

E il giudice, che si era riservato di decidere dopo la camera di consiglio del 26 febbraio scorso, ha ordinato alla procura di svolgere ulteriori accertamenti finalizzati a verificare "la sussistenza e le eventuali ragioni di una evidente violazione di legge".

Secondo quanto denunciato da Sanvitto, "il verbale della Conferenza dei Servizi non solo non è stato sottoposto alla prima seduta utile come richiesto dall'articolo 62 comma 2bis del DL 2017/50 ma non è stato mai sottoposto al Consiglio comunale. E invece si è proceduto alla pubblicazione che sarebbe dovuta intervenire dopo che la variante fosse stata eventualmente approvata dal Consiglio comunale".

La procura si era espressa per l'archiviazione del procedimento, non avendo ravvisato illeciti di natura penale, ma il giudice non è stato dello stesso avviso. Il caso, quindi, torna al vaglio dei pm.

La nota dei legali della Raggi

"In riferimento a quanto riportato dagli organi di informazione in seguito alla richiesta del gip di indagini suppletive alla procura, già convinta dell'assenza di dolo nella condotta della sindaca di Roma riguardo l'iter amministrativo seguito nell'ambito dei lavori conclusivi per l'approvazione definitiva del 'Progetto Stadio in localita' Tor di Valle', si ribadisce convintamente la totale estraneità della nostra assistita alla vicenda". Lo dichiarano, in una nota, gli avvocati Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo, legali della sindaca di Roma Virginia Raggi.

Che così proseguono: "Emerge in maniera intellegibile che il passaggio in Consiglio Comunale per la definitiva approvazione del progetto, a seguito dei rilievi della Conferenza dei Servizi e l'approvazione della cosiddetta variante urbanistica votata in tale sede, fu all'epoca esclusivamente rimandata (ed è infatti in programma prima dell'estate) proprio per consentire a chiunque interessato (compresa l'associazione presieduta dal querelante Sanvitto) di proporre le proprie deduzioni (cosiddette trasmissioni delle osservazioni/opposizioni)".

"Si decise in sostanza - prosegue il testo dei legali - di applicare una procedura ordinaria, piu' conservativa, a garanzia e nel rispetto della fase pubblicistica e nel rispetto di buon andamento dell'azione amministrativa, compreso il principio della partecipazione e trasparenza dell'azione amministrativa. L'arresto del signor Parnasi del 13 giugno 2018 nell'ambito della inchiesta 'Rinascimento', come noto, sospese l'iter di approvazione - concludono - rendendo opportuni ulteriori approfondimenti, positivamente conclusosi e che consentiranno a breve il passaggio obbligatorio in Consiglio Comunale". 



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