Il caso dello striscione contro Salvini rimosso dai vigili del fuoco a Brembate

Il vicepremier questa mattina era impegnato in un mini tour elettorale nel Bergamasco. La richiesta è partita dalla Questura per "ragioni di ordine pubblico". "Era appeso all'esterno di un'abitazione disabitata", spiega il questore Maurizio Auriemma, "lasciamo fuori le strumentalizzazioni"

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“Non sei il benvenuto”. A Brembate, in provincia di Bergamo, i vigili del fuoco hanno rimosso uno striscione, esposto in un’abitazione privata, contro il vicepremier Matteo Salvini impegnato, questa mattina, in un mini tour elettorale nel territorio lombardo. Calogero Turturici, da pochi giorni nuovo comandante dei pompieri di Bergamo, ha raccontato all’Agi come la richiesta “fosse arrivata da un funzionario della Questura, responsabile del servizio di sicurezza predisposto per la visita del Ministro dell’Interno”.

"La richiesta è arrivata intorno alle 7,50 - aggiunge Turturici -. Non essendo un intervento urgente si è atteso il cambio turno delle 8. Successivamente il caposquadra si è recato sul posto. I vigili del fuoco naturalmente sono tenuti a collaborare con le forze di polizia e il caposquadra ha letto l'intervento proprio nell'ottica di questa mission istituzionale". "Non conosciamo il motivo della richiesta, bisogna chiedere alla questura", aggiunge.

Fonti vicine alla Questura di Bergamo hanno motivato la rimozione dello striscione con "ragioni di ordine pubblico". Quel "non sei benvenuto" vergato con vernice rossa su uno striscione di sei metri non sarebbe piaciuto alla Digos che, secondo quanto appreso dall'Agi, durante i sopralluoghi prima dell'arrivo di Salvini avrebbe chiesto ai Vigili del Fuoco di togliere lo striscione per "evitare possibili disordini". Una decisione di cui lo stesso ministro si è detto "all'oscuro".

Il questore, Maurizio Auriemma ha poi confermato di aver fatto partire la richiesta ai vigili del fuoco. "Questo striscione - afferma il questore - era appeso all'esterno di un'abitazione disabitata, che risulta appartenere a una signora deceduta. Stiamo cercando di capire chi è entrato in quella casa per appenderlo. Per questo siamo intervenuti come facciamo sempre in questi casi per evitare possibili situazioni di tensione. Lasciamo fuori le strumentalizzazioni". 

La polemica è però subito divampata tra social e politica. "Chi ha dato l'ordine di reprimere il legittimo dissenso della donna che stamattina ha esposto uno striscione dal balcone della sua abitazione privata? Quali sono le questioni di ordine pubblico alla base di questa scelta? Dopo Salerno e Roma, la scure della censura si abbatte su una cittadina di Brembate". Queste le domande, affidate a una nota, della segretaria metropolitana del Pd, Silvia Roggiani, che ha voluto anche citare le ultime decisioni prese nei confronti di Fabio Fazio e della trasmissione Che Tempo Che fa.

Anche la Funzione Pubblica Cgil Vigili del fuoco critica la rimozione dello striscione anti-Salvini. "Quanto accaduto a Brembate, in provincia di Bergamo, poco prima dell'arrivo del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, è inaccettabile. Non si può consentire che si utilizzi una squadra dei vigili del fuoco, rimuovendola dal lavoro quotidiano, per costringerla a rimuovere uno striscione. Si opera un danno all'erario, perché i vigili del fuoco non fanno 'pubblica sicurezza' ma operano per portare soccorso, e si colpisce un diritto inalienabile del cittadino, quello al legittimo dissenso". 

Di parere opposto il segretario generale del sindacato autonomo Vigili del fuoco Conapo, Antonio Brizzi: "Non entro nel merito delle valutazioni effettuate dall'autorità di pubblica sicurezza sull'opportunità di rimuovere lo striscione - si legge in una nota - non spetta a me in qualità di sindacalista dei vigili del fuoco e non spetta ai vigili del fuoco che nella loro qualità di agenti di pubblica sicurezza hanno solo dato esecuzione alle richieste della Questura, alle quali, se legalmente date, non è consentito rifiutarsi salvo incorrere nelle gravi responsabilità penali indicate all'art.329 del codice penale. Vi è chi è preposto a queste valutazioni".  

Salvini ha visitato anche i centri di Zingonia e Dalmine arrivando, per l'ora di pranzo a Lumezzane. Qui, in piazza Portegaia,ad attenderlo altri striscioni: "Portate a tutti coloro che sono scartati dalla società la tenerezza di Dio" e "La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell'uomo. Solidarietà politica economica e sociale". Su di un altro palazzo anche uno striscione di sostegno al Ministro.

La pagina Facebook i Sentinelli di Milano, molto seguita, ha voluto lanciare una provocazione per difendere la contestazione del cittadino di Brembate: "Chi vuole protestare metta uno striscione su ogni balcone, sabato 18 maggio". In quella occasione, infatti, nel Capoluogo lombardo, il leader leghista chiuderà la sua campagna elettorale in vista delle elezioni europee di fine mese.  

 



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