Perché la Nutella ha cambiato formula?

Bufera sui social network per la decisione della Ferrero di cambiare la quantità di nocciole e cacao nei vasetti destinati a Francia e Germania. E in Italia cosa succede?

perché la nutella ha cambiato ricetta
JOHANNA LEGUERRE / AFP 
 Nutella

La Nutella, la crema spalmabile alle nocciole più famosa al mondo, cambia ricetta. Ma la nuova composizione, che non è né è più salutare né sostenibile, non piace affatto ai fan. Gli ingredienti? Più zucchero e latte in polvere e meno nocciole e cacao. Il gusto, assicura la Ferrero, è lo stesso. E forse la nuova ricetta sarebbe passata inosservata se, come riporta Repubblica, un'associazione di consumatori tedesca, la Verbraucherzentrale Hamburg non ne avesse fatto  analizzare un campione, dopo che alcuni associati particolarmente ghiotti si erano insospettiti dal colore più chiaro.

I risultati non hanno lasciato margine di dubbio: la quota del latte scremato in polvere è passata dal 7,5% all'8,7%. Di conseguenza, il contenuto di zucchero della diffusione va dal 55,9% al 56,3% e, per ovvia conseguenza - secondo i tedeschi - a diminuire in percentuale sono il cacao e le nocciole. Unica nota positiva, è calata anche la quantità di grassi, passati da 31,8 a 30,9%.

“Una mossa per abbattere i costi”

Dalla Ferrero – riporta il Messaggero - fanno notare che la ricetta della Nutella subisce periodici cambiamenti e che il gusto base rimane sempre lo stesso. Secondo quanto raccontato dall’azienda di Alba alla rivista francese “Les Echos”, il motivo della nuova ricetta è legato alla volontà di andare incontro ai gusti dei consumatori di tutto il mondo. Poi ha specificato che il cambiamento cromatico è dovuto alla sostituzione del siero di latte con una maggiore quantità di latte in polvere, senza alcune modifiche dal punto di vista qualitativo e organolettico.

Ma per l’associazione tedesca, la verità è un’altra: la società ha aumentato la percentuale degli ingredienti più economici a discapito della qualità. E anche se la Nutella rivisitata è in vendita solo in Germania e in Francia, i fan di tutto il mondo sono sul piede di guerra e marciano furiosi sui social network al grido di #BoycottNutella.

In Italia la Nutella resta la stessa

In Italia la Nutella non cambia. Secondo quanto riportato dalla Stampa, l’azienda ha “rassicurato” tutti i consumatori sul fatto che la “sua ricetta, unica e deliziosa, rimane quella che conoscono e amano, con gli stessi criteri di alta qualità. In Italia, il contenuto di nocciole, cacao, zucchero rimane invariato”. Poi ha spiegato: “Nello scorso agosto, ci siamo limitati a sostituire il siero di latte con una quantità equivalente di latte scremato in polvere (2,1g/100g), che passa di conseguenza da 6,6% a 8,7% sul totale prodotto. Questo ci permette di accrescere la qualità complessiva del latte contenuto in Nutella, garantendo una miglior permanenza nel tempo del nostro gusto unico e inconfondibile”. 

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La crisi di nocciole in Georgia

Nelle ultime settimane la Ferrero, che assorbe per sua ammissione circa un terzo della produzione globale di nocciole, si è ritrovata a fare i conti con una possibile emergenza poiché una grossa quantità di quelle utilizzate per la preparazione della Nutella vengono coltivate in Georgia. Da dieci anni Ferrero è diventata proprietaria di terreni per la loro produzione e di due stabilimenti per la lavorazioneIl piccolo Paese – si legge su Vanity Fair - è il terzo produttore maggiore del mondo, dopo Turchia e Italia: lo è diventato nell’ultima decina di anni. Il suo clima rende le nocciole particolarmente dolci, e ne fa, dopo il rame, sono il principale prodotto di esportazione.

Anche per questo motivo, da tre anni, come riferisce The Economist, la Georgia ha stretto con l’Unione Europea un trattato, il Dcfta (Deep and Comprehnsive Free Trade Agreement), per velocizzare gli scambi commerciali. Eppure, dal prossimo anno, la situazione potrebbe cambiare, perché anche la Georgia dovrà ufficializzare gli scambi, certificando la provenienza dei propri prodotti, come impongono gli standard europei. Mail 10% della produzione arriva dall’Abkhazia, che scelse l’indipendenza dalla Georgia e che dal 2008 è sotto il controllo russo. Il commercio delle nocciole è l’unico scambio concesso fra la Georgia e l’Abkhazia, che non hanno altre relazioni diplomatiche. Ma se i coltivatori del Paese – che ha combattuto per l’indipendenza dalla Georgia – dovessero ottenere il certificato georgiano, sarebbero trattati come traditori: una condizione che non rende più possibile continuare la collaborazione. La soluzione ideale sarebbe proseguire i colloqui di pace che purtroppo, però, per adesso sembrano interrotti.

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Poche e di scarsa qualità le nocciole italiane

Ma perché non utilizzare quelle italiane? Perché rispetto al passato le nocciole nostrane sono poche e di qualità inferiore: in provincia di Cuneo, se nell’Alta Langa la produzione è di circa la metà rispetto allo scorso anno, in pianura è diminuita addirittura del 90%. Responsabili del calo produttivo sono tre fattori:

  • l’invasione della cimice asiatica
  • il caldo e la siccità estive
  • gelo primaverile

La bufera sull’olio di palma

La nuova ricetta è solo l’ultimo dei grattacapi che il colosso di Alba si è ritrovato a dover affrontare negli ultimi anni. Da giugno 2015, da quando il ministro francese all’Ecologia, Segolène Royal, ha invitato a boicottare la Nutella, il gruppo piemontese è sotto tiro perché usa olio di palma nelle proprie ricette danneggiando così l’ecosistema. Ma perché la Ferrero non ha cambiato il contestatissimo ingrediente con un sostituto? Il grasso di palma – riporta Wired - è una materia prima fondamentale per Ferrero: la sola Nutella “contiene il 20% di olio di palma”, spiega Cremona, e da che si produce la crema alla nocciola, il grasso utilizzato è sempre quello ottenuto dalla pianta tropicale perché non interferisca con il sapore delle nocciole e del cacao.

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PHILIPPE HUGUEN / AFP 
 Segolene Royal


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