Come funzionano gli eco-pascoli che piacciono a Virginia Raggi

Mentre la sindaca di Roma ribadisce l'intenzione di utilizzare le pecore per tenere in ordine i giardini della Capitale, Coldiretti spiega ad Agi come potrebbe essere realizzato un piano nei municipi

Come funzionano gli eco-pascoli che piacciono a Virginia Raggi

"Gli eco-pascoli sono una realtà che funziona e che funzionerà anche a Roma". Virginia Raggi ne è convinta al punto da ribadirlo ancora durante la manifestazione organizzata dalla Coldiretti dove ha confermato l’intenzione di importare a Roma l’ecopascolo e di utilizzare capre e pecore nei parchi  in funzione 'tosaerba'. 

La sindaca pentastellata ha accettato l'offerta della Coldiretti, aprendo alla "possibilità di collaborare per la pulizia dei parchi e per creare sinergie che fanno bene alla città". A maggio - ricorda La Repubblica - l'annuncio dell'uso di pecore per brucare l'erba incolta e senza manutenzione in tutte le aree verdi cittadine aveva suscitato clamore e anche molte polemiche facendo calare momentaneamente  il sipario sull'argomento, nonostante il parere positivo della Coldiretti: "Con cinquantamila pecore allevate nel Comune di Roma, la capitale può contare su un vero esercito di tosaerba naturali".

È possibile far scendere in campo le pecore?

"Sì, per la legge si può fare". Stefano Masini, Capo Area Ambiente della Coldiretti spiega all'Agi che esiste un decreto legge che lo consente. "Si tratta di una norma rivolta alla salvaguardia del patrimonio ambientale. Pe favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario alla cura ed al mantenimento dell'assetto idrogeologico le pubbliche amministrazioni possono stipulare convenzioni con gli imprenditori agricoli". "Certamente - aggiunge - bisogna valutare circoscrizione per circoscrizione. È difficile immaginare di far pascolare le pecore per Villa Borghese, ma le zone periferiche potrebbero invece, trarne dei vantaggi".

I numeri del comparto

Dopo il boom del comparto registrato due anni fa, anche grazie alla crescente richiesta di formaggi dall'estero, i numeri del settore oggi sono in calo. A pascolare per i campi d'Italia ci sono 6,3 milioni di capi (circa 900 mila meno rispetto a 2 anni) guidati quotidianamente da 55 mila pastori.

Il primo progetto nel 2014

Scavando si scopre che il primo progetto “pilota” fu realizzato quattro anni fa dal Municipio V Prenestino-Casilino a guida Pd, che il 16 aprile 2016 aveva pure approvato una memoria di giunta. “Prendemmo contatti con Dipartimento Ambiente e Asl – racconta  a Il FattoQuotidiano.it l’allora assessore municipale, Giulia Pietroletti – Da una parte noi non riuscivamo a curare adeguatamente le migliaia di metri quadri di verde agricolo, pagando la manutenzione alla stregua del verde urbano, cioè tre o quattro volte di più; dall’altra scoprimmo che tanti pastori non avevano spazi dove far pascolare le pecore e avevano problemi con l’erba”.

Il progetto andò avanti, venne sperimentata anche la fienagione presso il Parco di Centocelle, ma si arenò dopo sei mesi con l’esplosione dello scandalo 'Mafia capitale': “Erano spariti i riferimenti tecnici presso il Dipartimento Ambiente  – racconta Pietroletti – e i nuovi arrivati non volevano prendersi responsabilità. Il clima di terrore bloccò tutto”. 

Il modello francese

È dal gennaio del 2016 che Paul Letheux, parigino, classe 1993 giovane imprenditore, affiancato dal suo team di pastori e dalle sue 300 pecore nane dell’isola bretone di Ouessant, sta promuovendo con successo la pratica dell’eco-pascolo in tutto l’Esagono. Una trentina di aziende - racconta La Stampa - tra cui la municipalità di Parigi, la multinazionale l’Oréal, il costruttore Peugeot e la compagnia ferroviaria SNCF hanno già aderito alla sua iniziativa green. "GreenSheep" - questo il nome del progetto - propone alle aziende di prendersi cura dei loro spazi verdi in modo ecologico e economico, attraverso l’insediamento annuale di pecore sul loro terreno.

"L’istallazione dei recinti, di un rifugio e di abbeveratoio così come la cura degli animali vengono gestite dai nostri pastori, operativi nelle vicinanze dei vari siti. Proponiamo i nostri servizi ovunque in Francia, e iniziamo a svilupparci anche al livello internazionale" spiega Letheux. Si tratta di un perfetto circolo virtuoso in cui tutti guadagnano. Le aziende che si fanno tagliare l’erba dalle pecore anziché dai tosaerba risparmiano il 25% sul loro budget annuale dedicato al taglio dell’erba e godono di un’immagine migliore presso il pubblico. Inoltre, nessun problema di salute per gli animali dovuto alle automobili: gli esperti hanno analizzato erba e terreno, confermando che non ci sono problemi.



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