Come sta andando la caccia a M49, c'è una foto

L’orso M49 è ancora in fuga, ma una fototrappola lo sorprende a poca distanza dall'area faunistica dalla quale è scappato

orso m49 fuga foto
Provincia autonoma di Tento
L'oso M49 immortalato da una fototrappola

Una fototrappola ha immortalato oggi alle ore 9,29 l'orso M49 tra i boschi della Marzola, in Trentino poco lomnatno dall'area faunistica di Casteller, a Trento Sud, das dove è fuggito.

L’orso M49 scappato dal recinto in Trentino è ancora in fuga e potrebbe essere a 100 chilometri dalle zone di ricerca. E’ quanto ipotizzato al sito “L’Adige” da Daniela D'Amico, responsabile dell'ufficio comunicazione e promozione del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Secondo la donna, in una notte di pioggia, un esemplare come M49, peraltro terrorizzato e presumibilmente arrabbiato, può percorrere grandissime distanze”.

 “Noi conosciamo gli orsi”, prosegue D'Amico: nel parco vivono una sessantina di esemplari e fino al ripopolamento in Trentino degli anni Novanta erano praticamente gli unici in Italia. “Noi li conosciamo e li sappiamo capaci di cose incredibili”. Ad esempio, “una volta ne catturammo uno: lo mettemmo in un recinto circondato da una rete davvero molto alta. E lui riuscì a scappare”. M49 “è un orso tosto. Probabilmente in 24 ore ha percorso molti chilometri, fino a 100, non sarebbe un fatto eccezionale”.

L’orso bruno di 3 anni, che nell’ultimo mese si era reso responsabile di vari attacchi ai danni degli agricoltori, era stato catturato nella val Rendena e rinchiuso nel  Centro Casteller, a sud di Trento. Ma alle 5 del mattino della notte tra domenica e lunedì è riuscito a scappare scavalcando una recinzione elettrica che può dare scosse da 7.000 volt e una barriera metallica alta quasi quattro metri. Da allora nessuno più sa dove sia, mentre monta la polemica sulla gestione del caso e sulla proposta di abbattimento.

Una diffida arriva direttamente del ministro Sergio Costa, il quale ha anche inviato sul posto una squadra di forestali statali (visto che in Trentino la Guardia Forestale è provinciale): "Le inefficienze mostrate nella cattura, che non mi vedono e mai mi hanno visto concorde, reclamano professionalità e attenzione massima. Cosa che invece fin qui non è stata mostrata. E adesso si parla di abbattimento? Assurdo e paradossale. Ho chiesto a Ispra di mandare subito una squadra di esperti che, congiuntamente ai tecnici della provincia autonoma di Trento, faccia chiarezza sulla fuga di M49 e poi si intervenga con la cautela del caso, senza minare la vita dell'animale". 

Insorgono anche gli animalisti Life for Ursus che ne anticipano una fine come quella di King Kong: “Adesso l'orso volante M49 che prima era in area scarsamente antropizzata si trova suo malgrado alle porte di Trento, se volete come quando quei buontemponi prelevano King Kong dalla sua isola sperduta e lo trascinano in catene nel cuore di Manhattan”, scrive in una nota il coordinamento Life for Ursus. “Come si conclude la trama dei film su King Kong lo sanno tutti: la bestia si difende ma infine soccombe. Questo triste copione ormai è scritto anche per M49. Ma - prosegue Life for Ursus - non possiamo rassegnarci a farci rappresentare, tutti noi, da queste modalità di comportamento prescientifiche e disumane”.

E sono in molti a sollevare dubbi anche sulla sua fuga. Tra questi c’è Marco Ianes, ex consigliere provinciale dei Verdi, docente di elettrotecnica nelle scuole trentine, che su Facebook scrive: "Leggo che l’orso M49 sarebbe scappato da Casteller scavalcando barriere elettrificate con tensione ( non corrente, per favore) di valore pari a 7.000 V (Volt). La cosa è impossibile, poiché a simili valori di tensione nessun essere vivente potrebbe sopravvivere a contatto diretto con simili valori di tensione. Quindi, le dichiarazioni del presidente Fugatti sono assurde e non tecnicamente sostenibili".



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