Cosa ha scoperto NewsGuard analizzando l'attendibilità di 120 siti di informazione in Italia

Intervista a Giampiero Gramaglia, consulente di NewsGuard per l'Italia, che ha valutato qualità, precisione e correttezza dell'informazione delle maggiori testate italiane: "Aggiorneremo le pagelle nel tempo, le nostre sono valutazioni ma non siamo il Vangelo". L'Italia ne esce bene, ma il modello anglosassone è piuttosto lontano. Il commento: I nove bollini verdi (su nove) del sito di Agi.it

newsguard informazione italiana online
Vittorio La Verde / AGF 
Giampiero Gramaglia

"Il panorama dell'informazione italiana non esce male nel complesso dall'analisi di NewsGuard. La stragrande maggioranza dei siti di informazione rispettano i nostri criteri di attendibilità e correttezza, ma non si tratta di pagelle, piuttosto di indicazioni su come migliorare qualità e trasparenza dell'informazione online". Giampiero Gramaglia, giornalista, ex direttore dell'Ansa e oggi consulente senior di NewsGuard di cui è membro del comitato di consulenza, spiega ad AGI metodi e criteri usati dalla società che, attraverso un team di giornalisti basati a New York, ha analizzato finora circa 120 siti di informazione italiana, circa il 70% del panorama informativo presente su Internet.

"NewsGuard si basa su nove criteri di valutazione. Alcuni di questi sono i criteri classici della deontologia professionale. Abbiamo analizzato le fonti usate dai quotidiani online, come viene trattata l'informazione, se c'è sempre conformità tra titolo e contenuto dell'articolo. Altri criteri invece sono molto importanti nel giornalismo anglosassone, ma da noi però un po' meno". Ed è su questi criteri che diversi siti italiani non hanno ottenuto il massimo punteggio: "In Italia è meno frequente che si chiarisca a chi appartiene la testata, chi è il responsabile dell'informazione, chi sono i giornalisti della redazione, ma soprattutto la rettifica della notizia che, se corretta, deve essere sempre specificato".

L'estensione per browser di NewsGuard (scaricabile sul sito newsguardtech.com) dà in tempo reale l'analisi fatta da un sistema "basato sull'intelligenza umana", specifica Gramaglia: "Il nostro team di lavoro, composto interamente da giornalisti, per mesi ha analizzato i siti. Abbiamo letto i titoli, i contenuti, abbiamo controllato se, come e quali fonti vengono citate. Inoltre abbiamo valutato se c'è o meno mescolanza tra informazione e commento".

E qui c'è un'altra nota dolente per l'informazione italiana: "Per i nostri criteri è importante che il commento, quando presente su un sito, o un articolo, sia sempre chiaramente esplicitato", continua Gramaglia, "che non si confonda il commento con la notizia. E qui non sempre i risultati sono stati positivi".

Questo non riguarda però l'orientamento politico del giornale: "Un giornale dichiaratamente schierato non ha necessariamente una valutazione meno positiva. Si può essere anche schierati politicamente ma fare buona informazione distinguendo il commento dalla notizia. Si può magari essere in disaccordo con la linea del Financial Times, ma difficilmente si può dubitare del suo rigore e della sua correttezza".

Ci saranno delle testate online in Italia che avranno un giudizio negativo su questo, e probabilmente faranno discutere: "Certo, non posso escluderlo", conclude, "ma la nostra non è la valutazione di un professorino dell'informazione, abbiamo i nostri criteri e facciamo le nostre analisi secondo la nostra idea di giornalismo. E poi si tratta di un'analisi fatta da persone, e anche noi possiamo sbagliare. Se qualcuno dei siti non dovesse trovarsi d'accordo con le nostre valutazioni, possiamo ragionarne e se si tratta di un nostro errore modificarle. Faremo degli aggiornamenti periodici delle nostre valutazioni, ma NewsGuard non è il Vangelo".

@arcangeloroc



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