AGI - Quasi 750 presenze turistiche l'anno per ogni residente a Corvara in Badia, circa 590 a Lazise, oltre 500 a Selva di Val Gardena e 780 ad Andalo. Addirittura 1.097 per ogni abitante a Limone sul Garda, che secondo i dati Istat del 2024 è il comune italiano con il più alto indice di turisticità. Sono numeri che fotografano una delle facce più estreme del turismo italiano: piccoli comuni che, nell'arco dell'anno, si trasformano in medie città. Per intenderci, se Roma avesse lo stesso indice di turisticità, con i suoi circa 2,7 milioni di residenti arriverebbe ipoteticamente a 2,7 miliardi di presenze all'anno, pari a una media di oltre 7 milioni di presenze turistiche ogni giorno.
Il caso Corvara in Badia tra overtourism e spopolamento
Il caso di Corvara in Badia, in Alto Adige, è particolarmente significativo perché unisce overtourism allo spopolamento che sta interessando buona parte della montagna. Il comune conta circa 1.300 residenti, mentre le presenze turistiche annuali superano il milione. Il rapporto nel 2024 secondo l'Istat ha toccato le 743,8 presenze per residente. In inverno è il turismo legato alla neve a determinare i picchi, mentre in estate arrivano escursionisti, cicloturisti e visitatori attratti dalle Dolomiti.
Per comuni di queste dimensioni garantire servizi di una media città è una vera sfida. "E a tutti questi turisti si devono aggiungere quelli che arrivano in giornata, senza pernottare. Il nostro problema è che siamo visti come un piccolo comune anche a livello politico/strategico ma poi diventiamo una città – ha spiegato all'AGI il sindaco Roman Crazzolara – e allora potenziamo le ambulanze (da 1 a 4) ma siamo sempre al limite perché il primo ospedale è a Brunico, a 30-40km, e con il traffico dell'alta stagione questo significa anche 2 ore e mezza".
Costo della vita e l'emergenza alloggi per i lavoratori
Picchi così alti di turisti significano benessere e posti di lavoro, ma anche un costo della vita decisamente differente da quello che ci si potrebbe aspettare in un paesino di montagna. "E poi ci sono anche le case che si trovano con grande difficoltà per i lavoratori stagionali – prosegue il primo cittadino – non c'è una ricetta magica, bisogna fare qualcosa lavorando su più fronti. Ogni esercizio, chi più, chi meno, ha gente che arriva da fuori. Una sfida è riuscire ad avere alloggi garantiti anche per loro, per i lavoratori, bisogna trovare una soluzione a livello provinciale".
Lazise e la sfida della destagionalizzazione
Un fenomeno analogo, seppure con proporzioni diverse, riguarda Lazise, sulla sponda veronese del Lago di Garda. Il comune conta circa 6.900 residenti e nel 2024 ha registrato oltre 4 milioni di presenze turistiche. Significa una media teorica di oltre 11 mila presenze al giorno. Il rapporto tra presenze e residenti è di circa 587 a uno.
"Quello che cerchiamo di fare da 3 anni è destagionalizzare e ad oggi ci stiamo riuscendo lavorando con i turisti circa 9 mesi l'anno – ha spiegato all'AGI il sindaco di Lazise Damiano Bergamini – per quanto riguarda i servizi in alta stagione li integriamo quanto più possibile, anche con l'utilizzo del privato per la guardia medica turistica ad esempio o per la vigilanza privata che va a supportare i turni serali della polizia locale. Poi potenziamo il servizio di raccolta dei rifiuti e molto altro. È complesso ma ci sono anche vantaggi, e non solo economici. Sotto il profilo della sicurezza ad esempio: abbiamo un'illegalità bassissima, praticamente assente".
Gli altri comuni in cima alla classifica Istat
La classifica Istat vede poi ai vertici realtà come Selva di Val Gardena, in Alto Adige, che registra circa 1,4 milioni di presenze a fronte di poco più di 2.600 residenti, e Livinallongo del Col di Lana, nel Bellunese, dove oltre 380 mila presenze si concentrano su una popolazione di circa 1.200 abitanti. In quest'ultimo caso il rapporto è di circa 310 presenze turistiche per residente.