AGI - L'Italia non respira: l'anticiclone africano stringe la Penisola in una morsa d'afa da nord a sud, trasformando le giornate in fornaci e regalandoci l'ennesima serie di notti tropicali, con temperature che anche al buio non scendono mai sotto i 20-25°C. Il Ministero della Salute lancia l'allarme: oggi sono 25 i centri urbani da bollino rosso (solo Messina e Reggio Calabria restano in arancione), ma domani si toccherà il picco della calura con il massimo livello di rischio esteso a tutte le 27 località monitorate. Un primo minimo cedimento si vedrà solo venerdì, quando Bolzano scenderà al livello giallo.
Questa massa d'aria spinge le temperature fino a 6-7 gradi sopra la media, una situazione estrema destinata a farci compagnia almeno fino al weekend di Ferragosto, mentre l'aria fresca del Mare del Nord resta confinata sull'Europa occidentale.
La mappa dell'allerta per oggi:
Nord: Bologna, Bolzano, Brescia, Genova, Milano, Torino, Trieste, Venezia, Verona.
Centro: Ancona, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo.
Sud e Isole: Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Napoli, Palermo.
Arancione: Solo Messina e Reggio Calabria restano per ora al secondo gradino di criticità.
Le conseguenze di questa massa d'aria si fanno sentire a tutte le ore. Nelle ore notturne, infatti, l'asfalto e il cemento delle metropoli rilasciano la canicola accumulata durante il di' e trattengono l'umidità, rendendo difficile il riposo. A rendere il quadro ancora più pesante interviene l'afa (diversa dal clima torrido, che risulta più secco): l'elevato tasso di vapore acqueo presente in pianura e lungo i litorali ostacola la normale traspirazione del corpo e fa percepire un'oppressione termica ben superiore a quella reale.
Il meteo dei prossimi giorni seguirà un copione sempre uguale: mattinate stabili e soleggiate ovunque, seguite da un aumento dei rovesci pomeridiani su Alpi e Appennini, destinati ad azzerarsi in serata. Per una svolta concreta bisognerà attendere il termine del fine settimana, quando l'arrivo di una perturbazione da settentrione potrebbe portare un po' di instabilità e refrigerio sulle regioni del Nord.
Lo stato d'emergenza
L'ondata di calore extrema non è l'unica emergenza climatico-ambientale che sta piegando la penisola. Parallelamente al picco di afa, si aggravano anche le criticità legate al maltempo pregresso e al pesante deficit idrico che sta colpendo il Nord Italia.
Proprio questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato una serie di importanti interventi strategici per fare fronte ai danni e alla crisi delle risorse idriche:
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Stato di emergenza idrica in Veneto: È stato deliberato lo stato d'emergenza per la grave situazione di siccità che sta colpendo l'intera Regione Veneto. Per affrontare la crisi delle risorse idriche sono stati stanziati 3,55 milioni di euro presi direttamente dal Fondo per le emergenze nazionali.
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Proroga emergenza meteo nel Bellunese: Prorogato per ulteriori 12 mesi lo stato di emergenza legato agli eccezionali ed estremi eventi meteorologici che hanno devastato i Comuni di Borca di Cadore e San Vito di Cadore, in provincia di Belluno.
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Proroga per Bardonecchia: Ok anche al prolungamento di 12 mesi dello stato di emergenza per il comune di Bardonecchia (Torino), duramente provato dalle recenti colate di fango e dai dissesti idrogeologici.
Una mappa di interventi che evidenzia come l'Italia stia affrontando una morsa climatica a doppio taglio: da un lato l'afa asfissiante e i record di temperatura nelle città da bollino rosso, dall'altro le ferite ancora aperte del dissesto idrogeologico e della carenza d'acqua nelle campagne del Settentrione.