AGI - "In quel video, quando gli agenti si sono alzati, mentre Fakir era agonizzante, si sentono le voci e forse non era ancora morto. Se fosse così tutta questa tragedia assume i contorni più neri e terribili. Nessuno lo soccorre, nessuno lo slega. Perché è rimasto legato mani e piedi?". Lo dice l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir, intervenendo alla conferenza stampa convocata al Senato dalla senatrice Avs, Ilaria Cucchi.
"La formazione deve essere sia di carattere operativo ma anche di carattere psicologico. Voglio chiedere a quelle persone a cosa pensavano mentre esercitavano quella pressione sul povero Abderrahim. Quella è una manovra pericolosa da effettuare in casi estremi e che va terminata nel momento in cui il soggetto non costituisca più un pericolo per nessuno, questo non accade quasi mai, purtroppo. Sono state eseguite le procedure? Queste sono procedure di morte. Siamo così lontani dalla condanna della Cedu che si parla di scudo penale per gli autori", aggiunge il legale, che in passato ha tutelato, tra gli altri, gli interessi della famiglia di Stefano Cucchi, il geometra 33enne ucciso nell'ottobre del 2009 a seguito di un pestaggio causato da alcuni carabinieri.
La nipote chiede verità
"Vogliamo la verità, capire cosa è successo e accertate le responsabilità - ha esordito la nipote di Abderrhaim Fakir in collegamento con il Senato -. E' una questione di giustizia e rispetto. Chiediamo rispetto per mio zio, dignità per la sua memoria e per la nostra famiglia. Vogliamo giustizia".
Prima di prendere la parola la donna ha voluto partire "da un punto molto chiaro: noi ci dissociamo completamente dagli scontri avvenuti in piazza. Non siamo assolutamente d'accordo con queste forme di reazione. Bologna è la città in cui sono cresciuta e vedere il centro maltrattato ci colpisce, me e la mia famiglia. Non accettiamo che la memoria di mio zio venga macchiata da questi fatti, il dolore che sentiamo è enorme ma non può trasformarsi in violenza".