AGI - Gli scontri di lunedì sera a Bologna, quando ormai era già conclusa la manifestazione in piazza per Fakir, hanno causato 64 feriti tra gli operatori delle forze dell'ordine, con prognosi dai 3 ai 35 giorni.
"I gravi disordini verificatisi hanno interessato il centro cittadino e in particolare piazza Roosevelt, via Rizzoli, via Ugo Bassi, via della Zecca e via Venezian. Le azioni aggressive e violente hanno causato feriti e danni materiali. Risultano danneggiati sei mezzi della polizia di Stato", fa sapere la Questura di Bologna.
"Gli ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città, adiacenti a piazza Maggiore. Sono state imbrattate e danneggiate vetrine di esercizi commerciali, banche con i relativi sportelli bancomat e sei cassonetti della spazzatura. Due auto sono state incendiate e diverse decine di biciclette, utilizzate per creare una barriera volta a ostacolare l'intervento della Polizia di Stato, sono state distrutte. E' stato inoltre completamente danneggiato un cantiere dei lavori tramviari. La copiosa quantita' di materiale video-fotografico - fa sapere la Questura - e' al vaglio delle sezioni investigative, al fine di individuare i soggetti responsabili dei fatti di reato commessi, parte dei quali sono gia' stati identificati". A quanto si apprende, ci sono stati dei fermi dei manifestanti che sarebbero al vaglio della Procura.
Dall'Anfp e dal Sap "vicinanza ai colleghi"
"L'Anfp - scrive Enzo Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia - esprime la propria vicinanza ai colleghi feriti e alle loro famiglie, augurando a tutti una pronta guarigione. Questi numeri descrivono con chiarezza la violenza delle aggressioni subite dalle forze di polizia, impegnate esclusivamente a garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dell'ordine pubblico. Mentre la magistratura è chiamata ad accertare ogni responsabilità in ordine alla morte di Abderrahim Fakir, i fatti di Bologna ricordano che decine di poliziotti hanno pagato un prezzo altissimo nell'adempimento del proprio dovere. A loro va la gratitudine dell'Associazione, con l'auspicio che la violenza contro chi rappresenta lo Stato sia condannata con la stessa fermezza con cui si invoca il rispetto dei diritti e della legalità".
"Per le devastazioni e i feriti tra le forze dell'ordine ieri sera in piazza a Bologna il sindaco Matteo Lepore si deve assumere la piena responsabilità - ha dichiarato il segretario generale del Sap (Sindacato autonomo Polizia), Stefano Paoloni -. Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili, soprattutto per chi svolge un ruolo così importante come quello del sindaco di una città metropolitana. La vicinanza per la morte di una persona - ha aggiunto Paoloni - è un sentimento indiscutibile, ma aizzare la popolazione, o parte di essa, contro le forze dell'ordine è molto pericoloso. Ai colleghi feriti esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza, speriamo che anche il sindaco Lepore non distingua la solidarietà umana tra chi veste una divisa e chi no".