AGI - Anche Leonardo Bove è tornato a casa dopo oltre sei mesi di ricovero, tra Zurigo e Niguarda, per le gravi ustioni riportate nel rogo di Crans Montana. Il sedicenne milanese è uno dei ragazzi rimasti coinvolti nell'incendio di Capodanno. Dall'ospedale svizzero è arrivato nella struttura milanese lo scorso 11 gennaio, la gravità delle ustioni non ne permetteva infatti il trasporto. Oggi lo studente del liceo Virgilio ha lasciato l'ospedale, dove tornerà comunque per medicazioni e cure, ed è stato accolto da amici e famigliari all'arrivo a casa, come si vede in un breve video pubblicato sui social dall'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Ricoverata a Niguarda rimane ora una sola ragazza.
Fontana e Bertolaso: "Ha affrontato questa prova con forza"
"La dimissione dall'ospedale di Leonardo Bove rappresenta una bellissima notizia che ci riempie di gioia. Dopo mesi di cure, il ritorno a casa segna una tappa importante del suo percorso di recupero e testimonia la forza con cui ha affrontato questa difficile prova". Lo dichiarano il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l'assessore al Welfare, Guido Bertolaso, commentando le dimissioni dall'ospedale Niguarda del sedicenne Leonardo Bove, studente del liceo Virgilio di Milano, tra i ragazzi rimasti più gravemente feriti nel tragico incidente avvenuto nella notte di Crans-Montana.
"A Leonardo - proseguono Fontana e Bertolaso - rivolgiamo i nostri migliori auguri affinché possa continuare il suo percorso di riabilitazione con serenità e fiducia. Un pensiero di profonda vicinanza va anche alla sua famiglia e ai suoi amici, che gli sono rimasti accanto con affetto e dedizione in questi lunghi mesi e che ora potranno sostenerlo ancora più da vicino nel ritorno alla vita quotidiana. Desideriamo inoltre rinnovare - concludono il presidente e l'assessore - il nostro ringraziamento ai professionisti dell'ospedale Niguarda e a tutto il personale sanitario che, con competenza, umanità e straordinaria dedizione, ha accompagnato Leonardo in questo lungo e delicato percorso di cura".