AGI - Il viadotto Polcevera, noto anche come ponte Morandi o ponte delle Condotte, è nato come struttura autostradale per passare sopra il torrente Polcevera e collegare i quartieri di Campi, Certosa e Rivarolo di Genova. Un progetto avveniristico dell'ingegnere Riccardo Morandi, realizzato fra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d'Acqua. Un'opera innovativa e imponente in calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso, articolata in undici campate, lunga 1.102 metri, con un piano stradale largo 18 metri che concede la possibilità di quattro corsie, a un'altezza massima di circa 45 metri dal suolo e antenne di aggancio per gli stralli alte 90 metri, stralli costruiti con una tecnica brevettata da Morandi concepita proprio per questo ponte.
Il viadotto costituiva il tratto finale dell'A10, autostrada ricompresa nella strada europea E80, un tassello strategico per il collegamento stradale fra l'Italia settentrionale e la Francia meridionale, oltre a essere il principale asse stradale fra il centro-levante di Genova, il porto container di Voltri-Prà, l'aeroporto Cristoforo Colombo e le aree industriali della zona genovese. Con l'avanzare degli anni, la struttura è caricata da un traffico notevolmente superiore a quello previsto dal progetto; nel 2009, secondo uno studio della Società Autostrade, il Morandi ospitava 25,5 milioni di transiti l'anno, un traffico quadruplicato rispetto al precedente trentennio e con la previsione di un'ulteriore crescita del 30% nei successivi trent'anni.
La proposta di demolirlo e il crollo
Nel 2006 l'architetto spagnolo Santiago Calatrava ne propose la demolizione, con la sostituzione di una nuova struttura in acciaio, ma il progetto fu rifiutato. Il 14 agosto 2018, giornata di pioggia e di esodo estivo, il crollo dell'intero sistema bilanciato della pila 9 del ponte, con 43 morti e 566 sfollati dalle abitazioni e dai negozi vicini. Per due anni il traffico viene deviato sia in entrata che in uscita dalla A10 nello svincolo di Genova Aeroporto, con gravi problemi alla circolazione urbana del capoluogo ligure. Nel febbraio 2019 l'avvio della demolizione dei resti del ponte, conclusa con l'esplosione controllata dei due piloni superstiti il 28 giugno seguente e la demolizione dell'ultima pila il 12 agosto successivo.
Il nuovo ponte Genova San Giorgio
Ma Genova ha bisogno di un nuovo ponte. E arriva un progetto firmato da Renzo Piano, suo regalo alla città, e una sinergia istituzionale che rende possibile in pieno lockdown il completamento del nuovo ponte realizzato dal consorzio PerGenova, formato dalla cordata Salini Impregilo con Fincantieri: 18 piloni (con fondazioni che arrivano a 50 metri sottoterra), 19 campate, 24 mila tonnellate di acciaio e, a ricordare le vittime del crollo, 43 lampioni a corona della struttura. I tempi del cantiere sono da record, con il via libera agli interventi il 22 marzo 2019, la posa del primo palo di fondazione il 15 aprile, fino al completamento dell'ultimo pilone a febbraio 2020.
Lo stesso Piano sottolinea: "L'Italia sa fare queste cose. È triste che le sappia fare solo quando è in condizione di emergenza". Oltre al ponte, realizzato il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso di Stefano Boeri, assieme agli studi Metrogramma di Milano e Inside Outside di Amsterdam con la collaborazione della società Mobility in Chain. Il nuovo ponte, chiamato Genova San Giorgio, viene inaugurato il 3 agosto 2020. L'apertura al traffico è avvenuta due giorni dopo, il 5 agosto 2020.