AGI - Peggiora la preparazione in matematica dei bambini delle scuole primarie. Secondo il Rapporto Nazionale 2026 presentato stamattina dall'Invalsi nell'aula del Palazzo dei gruppi parlamentari alla Camera, la quota di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base diminuisce di circa 3 punti percentuali nei due gradi osservati. Rispetto al 2019 si conferma un calo nei risultati medi di circa l'8-10%. Miglioramenti, invece, nell'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, nel 2026 rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo sale dal 49% al 52%, con progressi in tutte le macro-aree.
Al Sud i segnali più incoraggianti
Il Mezzogiorno mostra i segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41%, avvicinandosi ai livelli pre-pandemici. Permangono divari territoriali rilevanti con il Nord attorno o poco sopra al 60%, ma la crescita del 2026 indica una dinamica positiva soprattutto nelle aree più fragili. In generale nella seconda secondaria di secondo grado si osserva un leggero miglioramento rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 54% al 55%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese.
La macro-area Sud cresce in misura considerevole, passando dal 45% al 51%, mentre il Sud e Isole cresce di 3 punti percentuali. Nonostante la maggiore complessità della popolazione che si riscontra soprattutto nel primo biennio delle scuole secondaria di secondo grado, la quota di studenti e studentesse che raggiungono almeno la soglia di accettabilità cresce leggermente. Nella terza secondaria di primo grado (ex terza media), infine, i risultati di matematica nel 2026 sono sostanzialmente stabili sia a livello nazionale sia nei territori: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 56% al 55%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile. Una quota rilevante di allievi e allieve che hanno frequentato una parte importante della scuola primaria durante la pandemia fatica a raggiungere livelli adeguati in matematica. Circa 15-20 punti percentuali separano il Centro-Nord dal Mezzogiorno.
Difficoltà in italiano e comprensione del testo
Ancora difficoltà nell'italiano e nella comprensione del testo per gli studenti, specie alle scuole medie. Mentre migliorano i maturandi, con segnali incoraggianti al Sud. Nel 2026 tra gli studenti dell'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado si registra un miglioramento generalizzato sull'italiano rispetto all'anno precedente. A livello nazionale, la quota di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa, infatti, dal 52% del 2025 al 54%, evidenziando una crescita che interessa tutte le macro-aree del Paese. Il dato conferma quindi una tendenza positiva e diffusa, sebbene con intensità differenti tra i diversi territori.
La mappa
I segnali più incoraggianti provengono dal Mezzogiorno, dove l'incremento risulta particolarmente importante. Nel Sud il valore cresce dal 44% al 47%, mentre nella macro-area del Sud e Isole passa dal 43% al 47%. Questi progressi consentono alle regioni meridionali di avvicinarsi gradualmente ai livelli registrati prima della pandemia e a quelli dell'intero Paese, indicando una fase di recupero più marcata proprio nei territori che negli anni precedenti avevano mostrato maggiori difficoltà.
Le regioni del Nord mantengono infatti valori superiori al 60%, confermando una posizione di vantaggio rispetto al resto del Paese. Tuttavia, la crescita osservata nel 2026 rappresenta un elemento di cui tenere conto, poiché appare particolarmente dinamica nelle aree più fragili e contribuisce, almeno in parte, a ridurre le distanze territoriali. In generale pero' nella scuola Seconda secondaria di secondo grado nel 2026 si osservano risultati sostanzialmente stabili rispetto al 2025, anche se la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo scende dal 62% al 61%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese. Nonostante la maggiore complessità della popolazione che si riscontra soprattutto nel primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado, la quota di studenti e studentesse che raggiunge almeno la soglia di accettabilità rimane costante. Stentano i ragazzi della Terza secondaria di primo grado (ex terza media).
Cala la dispersione scolastica
La riduzione della dispersione scolastica continua a registrare progressi: nel 2025 il tasso di abbandono precoce si é attestato all'8,2% e, secondo le stime Invalsi, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Si conferma così, con anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall'Unione Europea per il 2030, consolidando un risultato di rilievo per il sistema educativo italiano.