AGI - "E' evidente che non volevo lanciare Sigfrido (Ranucci) in politica. Volevo semplicemente sottoporgli un'opzione alla quale lui non pensava proprio ed era totalmente in disaccordo". Valter Lavitola lo dice ai microfoni di 'Filorosso' su Rai 3 parlando deI sondaggio che avrebbe sottoposto al conduttore di 'Report' per valutarne una eventuale 'discesa in campo' in politica.
"Ho promesso alla Procura che non parlo", osserva Lavitola dicendo che "ho interesse a che non vengano inquinati i pozzi e che si facciano delle indagini più lineari possibili".
"Parlo quando mi autorizzano"
"Prometto - dice al cronista che lo intervista - che appena la Procura e il mio avvocato mi autorizzano darò tutte le spiegazioni del caso. Anche perché il mio avvocato mi ha detto che lui non mi difende più ed è l'unico che mi fa credito. Sicuramente rimango pure con l'avvocato d'ufficio e non ho neanche la speranza - ironizza - che ci potrà stare Berlusconi a mandarmi un avvocato".
L'indagine dei carabinieri del Ros
I rapporti tra il conduttore di 'Report' e l'imprenditore Valter Lavitola sono al centro dell'indagine di carabinieri del Ros e procura di Roma dopo l'attentato subito dal giornalista il 16 ottobre scorso. Anche per questo, chi indaga, sta cercando di accertare quante volte, negli ultimi anni, Lavitola sia stato fisicamente presente nella redazione e per quale motivo. Il particolare è ritenuto rilevante per accertare il movente dell'azione dinamitarda compiuta dai 4 arrestati.