AGI - Veneto, Emilia-Romagna e Toscana sul podio e tutte le Regioni sopra la sufficienza in ogni macro-area, a eccezione di Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano: è questo il quadro che emerge dai risultati del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per l'anno 2024, pubblicati sul sito del ministero della Salute.
I dati raccolti attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg) registrano un generale miglioramento delle performance sanitarie delle Regioni nelle tre aree valutate: prevenzione, assistenza territoriale (distretto), ospedale.
La classifica della Lea
La Provincia Autonoma di Bolzano e la Sicilia presentano un valore insufficiente sulla prevenzione, la Calabria nell'area distrettuale. Nel 2023 le insufficienze riguardavano ben otto Regioni. Sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro aree 'chiave', il Veneto raggiunge un totale di 288 su 300 punti (96 nella prevenzione, 95 nel distretto e 97 nell'assistenza ospedaliera).
Un primato insidiato dall'Emilia-Romagna con 282 punti (97 nella prevenzione, 94 nel distretto e 91 negli ospedali) e dalla Toscana con 280 punti (96, 94 e 90). In generale, questa 'fotografia' dello stato di salute della sanità vede crescere la capacità delle Regioni di dare risposte sulla prevenzione (a eccezione di Marche, Campania e Calabria), mentre la situazione per assistenza territoriale e assistenza ospedaliera è più disomogenea: migliorano Valle d'Aosta, Abruzzo, Campania e Puglia, ma in generale le regioni del Centro-Sud mantengono punteggi più bassi.
Nella macro area ospedaliera brillano Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Marche. I risultati completi, con tutti i valori degli indicatori, si legge sul sito del ministero della Salute, "verranno illustrati nella consueta Relazione annuale sul monitoraggio dei Lea".
"È fondamentale che il percorso di rafforzamento del sistema sanitario prosegua investendo sull'integrazione tra ospedale e territorio e sul potenziamento della presa in carico dei pazienti cronici e comorbidi", ha commentato il presidente della Società italiana di Medicina interna (Simi), Nicola Montano, ricordando che l'obiettivo "deve essere garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione di residenza, gli stessi standard di qualità, appropriatezza e tempestività delle cure".