AGI - La Corte di appello di Milano ha ribaltato con una condanna a un anno e 2 mesi le due sentenze di assoluzione, annullate dalla Cassazione, incassate da un ex sindacalista, R. M., accusato di violenza sessuale perché avrebbe palpeggiato per una trentina di secondi una hostess di 49 anni durante un incontro del 2018 su problematiche lavorative. Il sostituto pg di Milano, Angelo Renna, aveva chiesto una condanna a 2 anni di reclusione.
Il rinvio della Cassazione e l'irrilevanza della durata del contatto
La Cassazione aveva annullato la doppia assoluzione dell'uomo, del 26 gennaio 2022 dal Tribunale di Busto Arsizio e dalla Corte d'Appello di Milano il 24 giugno 2024, disponendo un processo d'appello bis sottolineando che "il ritardo nella reazione, cioè nella manifestazione del dissenso, è stato irrilevante avuto riguardo al contesto". "È stato precisato e ribadito in numerose occasioni che per la consumazione del reato è sufficiente che il colpevole raggiunga le parti intime della persona offesa - si legge nel provvedimento che aveva riaperto la vicenda - essendo indifferente che il contatto corporeo sia di breve durata, che la vittima sia riuscita a sottrarsi all'azione dell'aggressore o che quest'ultimo consegua la soddisfazione erotica".
La definizione giuridica di violenza sessuale
I Supremi giudici avevano inoltre spiegato che "è pacifico in giurisprudenza che la condotta di violenza sessuale ricomprende, oltre a ogni forma di congiunzione, qualsiasi atto che, risolvendosi in un contatto corporeo, ancorché fugace ed estemporaneo, tra soggetto attivo e soggetto passivo sia idoneo e finalizzato a porne in pericolo la libera autodeterminazione della sfera sessuale".